Manchester, ancora terrore
- Redazione
- 12 ott 2019
- Tempo di lettura: 3 min
ATTACCO IN UN CENTRO COMMERCIALE: UOMO ACCOLTELLA CINQUE PASSANTI PRIMA DI ESSERE BLOCCATO

LONDRA. Un lupo solitario, un coltellacio dalla lama affilata, un'esplosione di furore cieco. Sono gli ingredienti dell'ennesimo episodio di terrorismo fai-da- te in giro per il mondo: questa volta a Manchester, dove ieri mattina un uomo di circa 40 anni ha seminato la paura dentro e fuori un grande shopping mall, in pieno centro, aggredendo e ferendo a caso di- verse persone. L'uomo è stato bloccato e arrestato nel giro di pochi minuti, e per fortuna nessuno è rimasto ucciso. Ma la sua incursione ha precipitato di nuovo la Gran Bretagna nell'incubo del terrore. E ha riacceso a Manchester le memorie della strage - ben più sanguinosa, con i suoi 22 morti - compiuta due anni e mezzo fa nell'Arena sportiva cittadina da un ventenne - figlio di ex rifugiati libici anti-Gheddafi avvicinatosi all'Isis - fattosi esplodere fra gli spettatori che uscivano da un concerto della pop- star americana idolo dei teenager Ariana Grande. Altra dimensione, stesso allarme. I testimoni dell'attacco di ieri fra i negozi dell'Arndale Centre hanno raccontato dell'angoscia, della grida, del panico generale scatenati dall'uomo con il coltello fra passanti ignari e indifesi. L'aggressione è durata in tutto 5 minuti - mentre l'intero mall veniva evacuato in fretta e furia e isolato da decine di pattuglie - secondo la ricostruzione fornita più tardi dagli investigatori della Greater Manchester Police e da quelli dell'antiterrorismo, entrati in scena subito dopo per prendere il controllo dell'indagine. Cinque minuti: il tempo necessario a colpire 5 persone, tre delle quali - una donna, una ragazza di 19 anni e un uomo sulla cinquantina - costretti al ricovero in ospedale per la gravità delle ferite. I medici assicurano che nessuno rischia di perdere la vita,
anche se una delle vittime è in condizioni definite "critiche". L'aggressore, da parte sua, non ha mostrato alcuna esitazione, lanciandosi anche contro i primi agenti disarmati intervenuti per fermarlo: finché uno di questi non è riuscito adatterrarlo per strada, fuori dal centro commerciale, con la scarica elettrica di un taser, come mostrato in uno dei video amatoriali girati in presa diretta. L'uomo, del quale non è per ora nota l'identità, ma solo l'età approssimativa, attorno ai 40 anni, è stato inizialmente incriminato per aggressione plurima aggravata. Poi anche per violazione del Terrorism Act. Il movente e la possibile ispirazione sono in effetti ancora da accertare, ha precisato il numero due della polizia di Manchester, l'assistant chief constable Russ Jackson, sottolineando che il reato di terrorismo è contestato al momento per il modus operandi. La pista di un cane sciolto in preda a un qualche raptus di odio, e magari contaminato da tracce di radicalismo islamico-jihadista o di altra natura, appare tuttavia verosimile. "Al momento non riteniamo che vi sia nessun complice coinvolto", ha puntualizzato Jackson, descrivendo l'accaduto come un raid "causale, ma brutale e ovviamente spaventoso per coloro che vi hanno assistito". Un raid che suscita sgomento nelle parole del premier Boris Johnson, delle autorità locali, di esponenti di governo e opposizione del Regno, uniti per un giorno nel lodare la prontezza della reazione di servizi d'emergenza e polizia. Polizia che intanto promette di rafforzare i pattugliamenti per le strade e rassicura la cittadinanza che non risultano "ulteriori e più ampie minacce". Quelle a cui i testimoni sono sfuggiti ieri, del resto, bastano e avanzano a far paura.
















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