Mani pulite, suicida Binasco
- 30 giu 2018
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IL MANAGER TROVATO MORTO IN CASA. ARRESTATO 6 VOLTE, FU L’ACCUSATORE DI GREGANTI

ALESSANDRIA. Lutto nel mondo dell'imprenditoria piemontese. Bruno Binasco, per decenni l'uomo forte del gruppo Gavio, si è suicidato nella sua abitazione di Rivalta Scrivia, frazione di Tortona.
A dare l'allarme ai carabinieri, ieri mattina, è stata la moglie, che lo ha trovato impiccato nel patio della sua villa. Braccio destro del re delle autostrade Marcellino Gavio, di cui è stato a lungo vero e proprio alter ego, in passato vicino anche all'ex presidente della Provincia di Alessandria Fabrizio Palenzona, il suo nome è legato alle principali inchieste giudiziarie che, da Tangentopoli in poi, hanno indagato suoi rapporti tra il mondo degli affari e la politica.
Manager di successo, ma anche personaggio discusso e controverso, Binasco tra poche settimane, il 6 agosto, avrebbe compiuto 74 anni. Forse problemi finanziari o forse la depressione, di cui secondo alcuni soffriva da alcuni mesi, i motivi del gesto per cui si è tolto la vita come alcuni anni fa fece Guido Ghisolfi, altro grande nome del mondo imprenditoriale tortonese. Nell'abitazione avrebbe lasciato un biglietto di scuse.
Ad effettuare i rilievi del caso, coordinati dalla magistratura, sono stati i carabinieri di Tortona. Dopo l'uscita nel 2013 dalla Argo Finanziaria, il cuore delle attività dei Gavio, Binasco era diventato presidente della Acerbi Industrial Vehicles, azienda che produce e commercializza rimorchi e semirimorchi cisterna e che negli ultimi anni ha contribuito a rilanciare.
I suoi dipendenti si dicono "scossi" e "attoniti" alla notizia del suicidio. Responsabile di alcune società nel settore assicurativo e finanziario, era anche amministratore della News srl, editrice dello storico settimanale Panorama di Tortona e nel consiglio di amministrazione della società Calcio Derthona, che aveva rifondato un anno fa con un gruppo di amici imprenditori. Le cronache giudiziarie di Tangentopoli lo descrivono come "Grand commis di Stato, grisaglie democristiane e cooperative rosse", capace cioè di avere rapporti con tutti i partiti, fino ad una ventina di incarichi in contemporanea in società di
prestigio. Sono gli anni di Mani Pulite, inchiesta da cui uscirà pulito - tra assoluzioni e prescrizioni - dopo essere stato arrestato per ben sei volte in un anno. Fu in una di queste circostanze, all'inizio degli anni Novanta, che fece il nome del 'compagno G', Primo Greganti, come destinatario di un miliardo di lire per il Pci.
Anni dopo arrivarono altri scandali, tra cui quello della Milano-Serravalle e, più di recente, quello per il cosiddetto 'sistema Sesto', e altri processi.
"Se ne va un uomo dalle grandi capacità, un manager dall'indiscussa professionalità", lo ricorda il senatore alessandrino Massimo Berutti, già sindaco di Tortona e consigliere regionale. "Di lui non posso dimenticare - conclude - la serietà assoluta che ha accompagnato tutte le nostre occasioni di incontro".
















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