Manovra/Airbnb e Booking.com bocciano la tassa sugli affitti brevi
- 10 mag 2017
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ROMA. Una misura nata per regolamentare gli affitti brevi anche - o soprattutto - dei portali online, ma che rischia di 'lisciare’ totalmente l'obiettivo. La fantomatica 'tassa Airbnb' che, dopo svariati tentativi, ha trovato la sua collocazione nella manovra-bis, non piace quasi a nessuno dei diretti interessati e tanto meno a quei portali che negli ultimi anni hanno portato in Italia milioni di turisti e che ora potrebbero non essere nemmeno toccati dalla nuo- va normativa. Facendo il loro esordio in Parlamento davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, Booking.com e la stessa Airbnb hanno rivendicato il loro ruolo di traino del settore turistico, evidenziato la loro trasparenza e regolarità e spiegato soprattutto che, con la nuova forma di tassazione, così come descritta nel decre- to del governo, portali come i loro c'entrano poco o nulla. Il più esplicito a tirarsi indietro è stato Booking, sito che lo scorso anno ha registrato 7 milioni di prenotazioni di turisti stranieri in Italia. Gli obiettivi di lotta all'evasione "sono condivisibili", ma quanto previsto "non è concretamente attuabile". In primo luogo perché quando si prenota tramite la piattaforma, nella maggior parte dei casi gli ospiti pagano "direttamente il proprietario dell'appartamento". È lui "il responsabile della regolarità degli alloggi e degli obblighi fiscali". Booking non può inoltre agire come sostituto di imposta, perché tale ruolo presuppone una stabile organizzazione che in Italia il portale, con sede in Olanda, non ha. "I 250 dipendenti svolgono compiti limitati e ben precisi", hanno puntualizzato dalla società. Linea simile a quella di Airbnb che si è voluta però smarcare dall'equivalenza tra portali online e evasori. Chi opera sul web è per defi- nizione trasparente e tracciabile, "l'oscurità" va ricercata altrove. Il meccanismo del sostituto d'imposta inoltre "rischia di minare l'efficacia della normativa" che va quindi modificata. Una possibilità sarebbe quella di stringere accordi diretti con l'Agenzia delle Entrate e con le amministrazioni locali, come la società fa già all'estero per raccogliere e versare direttamente la tassa di soggiorno. Linee che non convincono affatto il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia: "venir qui a dirci unilateralmente che non ci sono stabili organizzazioni in Italia lo trovo un pò arrogante, anche perché vederlo poi ammettere anni dopo e solo a causa delle inchieste non mi sembra il massimo", sottolinea. Ma che i maxi-portali web possano essere gli unici a non pagare nemmeno questa volta è il rischio evidenziato anche dalla Fiaip, la Federazione degli agenti immobiliari, secondo cui la norma "ha decisamente sbagliato mira". In attesa delle probabili modifiche parlamentari, è anche il settore giochi a lanciare l'allarme per le misure della manovrina. Con l'ennesimo aumento del Preu, sottolinea Sistema Gioco Italia, il comparto "rischia il collasso".
















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