Manuel, 16 anni a chi sparò
- Redazione
- 10 ott 2019
- Tempo di lettura: 2 min
ROMA/IL GUP CONDANNA MARINELLI E BAZZANO CHE IN UN RAID COLPIRONO LA PROMESSA DEL NUOTO

ROMA. Un raid di morte premeditato. Una azione scellerata messa in atto con l'intenzione di uccidere. È il quadro in cui si è consumato il dramma del nuotatore Manuel Bortuzzo, raggiunto da un proiettile vagante la notte tra il 2 e il 3 febbraio scorso davanti ad un pub nel quatiere Axa, quadrante sud della Capitale. Per questa vicenda ieri il gup di Roma, al termine di un processo svolto con rito abbreviato, ha condannato a 16 anni di carcere gli autori di quel raid: Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. Il giudice, accogliendo la richiesta del pm Elena Neri che aveva sollecitato una pena a 20 anni di carcere, ha riconosciuto la premeditazione facendo però cadere l'aggravante dei futili e abbietti motivi. Una decisione forse legata al fatto che il blitz dei due condannati si colloca in un contesto criminale, in una sorta di guerra tra bande. L'atleta venne centrato da un proiettile sparato da Marinelli mentre era a bordo di un motorino con Bazzano. Lo sparo ha raggiunto Bortuzzo, che si trovava ad un distributore di sigarette con la fidanzata, alla schiena causandogli la paralisi delle gambe e mettendo la parola fine ad un futuro da protagonista nel nuoto azzurro. "La sentenza non cambia le cose - ha commentato Manuel -. Non mi restituirà certamente le gambe. In questo momento penso esclusivamente a riprendermi, consapevole che la giustizia debba fare il suo corso. Non mi importa sapere se chi mi ha fatto del male sia punito con 16 o 20 anni di prigione. Nessuna sentenza mi può fare ritornare come prima". E ancora: "Il mio sogno è tornare a camminare; mi sto impegnando ogni giorno per realizzarlo". Il giudice Daniela Caramico D'Auria ha disposto una provvisionale di 300 mila euro in favore della vittima mentre sul risarcimento ha stabilito che debba essere discusso davanti al giudice civile. I due imputati erano accusati anche di ricettazione e detenzione di arma da fuoco e rissa. La sventagliata di almeno tre colpi fu messa in atto "come attività ritorsiva e dimostrativa dopo una rissa avvenuta presso il locale": per rimarcare, in sostanza, il potere su quella piazza.
"L' impianto accusatorio ha retto, soprattutto per quanto riguarda la premeditazione. Ho comunicato al padre di Manuel la sentenza e mi ha chiesto se era una sentenza giusta gli ho detto di sì", ha commentato l'avvocato Massimo Ciardullo, legale della parte offesa.Dal canto suo l'avvocato difensore,Alessandro De Federicis, considerando la condanna troppo pesante ha già annunciato il ricorso in Appello. Nell'ordinanza con cui il gip Costantino De Robbio convalidò l'arresto per i due si affermava che Marinelli e Bazzano quella notte "hanno sparato per uccidere, programmando un brutale omicidio" in un vero e proprio "raid covato da tempo" e "non riuscito per cause indipendenti dalla loro volontà".
















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