Maroni si prende un anno
- 19 giu 2018
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L’EX GOVERNATORE CONDANNATO PER LA NOMINA DELLA SUA COLLABORATRICE

MILANO. Responsabile di aver fatto pressioni per far ottenere un contratto di collaborazione con Eupolis, ente di ricerca della Regione Lombardia, alla sua ex collaboratrice Mara Carluccio. Pressioni che, invece, non avrebbe esercitato per fare inserire, a spese di Expo, Maria Grazia Paturzo, altra ex collaboratrice, nella delegazione che, nell’ambito del World Expo Tour, tra il 30 maggio e il 2 giugno 2014, aveva come meta Tokyo.
Frana l’accusa più pesante, quella di induzione indebita, mentre rimane in piedi quella di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente nella sentenza con cui ieri l’ex governatore lombardo Roberto Maroni è stato condannato a un anno, pena sospesa, e a 450 euro di multa al termine del dibattimento con al centro il presunto pressing che avrebbe messo in atto per favorire le sue due ex collaboratrici di quando era ministro dell’Interno. Identico verdetto e stessa pena anche per l’allora capo della sua segreteria politica al Pirellone, Giacomo Ciriello. A deciderlo, dopo un processo che si è trascinato per oltre due anni, con parecchi rinvii e non senza accesi botta e risposta tra accusa e difesa, è stata la Quarta sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Maria Teresa Guadagnino.
“Vengo assolto e condannato allo stesso tempo. Un colpo al cerchio e uno alla botte per una raccomandazione mai fatta - commenta a caldo l’ex presidente della Lombardia -. Sono deluso, ma non mi scoraggio: ribadisco la mia totale estraneità a qualsiasi comportamento illecito e proprio per questo sono certo che in appello verrò completamente assolto”.
I giudici hanno anche inflitto 10 mesi, 20 giorni e 300 euro di multa all’ex segretario generale della Regione Lombardia Andrea Gibelli, 6 mesi e 200 euro di multa a Mara Carluccio, l’unica a vedersi riconosciute le attenuanti generiche. Il collegio ha disposto l’interdizione dai pubblici uffici per Maroni, Ciriello e Gibelli per la durata della pena e la sospensione condizionale per tutti gli imputati, mentre l’unico a non incassare la non menzione della condanna, invece, è stato l’ex Governatore.
Subito dopo la lettura del dispositivo, Ciriello, Gibelli e Mara Carluccio si sono defilati, mentre l’avvocato Domenico Aiello, legale di Maroni e dello stesso Ciriello, davanti a telecamere e taccuini, mostrando un minimo di soddisfazione per il venire meno dell’accusa più grave, ha affermato: “Il Tribunale lo ha assolto, perché il fatto non sussiste e questo non è uno sforzo per trovare una buona notizia, ma è la realtà”.
Riguardo, invece, alla condanna a un anno per la seconda accusa mossa a Maroni, ha sottolineato che negli atti “non c’è una virgola
per trovare una responsabilità” e quindi ha annunciato che su questo punto presenterà appello. Per una parte, dunque, ha detto ancora il difensore, “la sentenza è condivisibile e ci dà soddisfazione, per l’altra parte è da leggere”.
E ancora: “E’ evidente comunque che tenevamo di più al capo di imputazione A”, ossia quello sulla presunta induzione indebita legata a quel viaggio a Tokyo al quale l’ex governatore, il cui nome ora è riapparso nell’Albo degli avvocati, alla fine ha rinunciato e con lui pure Maria Grazia Paturzo.
















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