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Massacro di italiani a Dacca

  • 3 lug 2016
  • Tempo di lettura: 3 min

BANGLADESH/L’ATTACCO AL RISTORANTE: 20 MORTI IN TOTALE, 9 I CONNAZIONALI


Dieci ore di ter- rore e di sangue, 13 minuti per il blitz del- le forze speciali bengalesi, poi il conteg- gio infinito dei morti, dei feriti, dei so- pravvissuti. L’assalto con presa d’ostaggi compiuto da nove terroristi dell’Isis la notte di venerdì all’Holey Artisan Bake- ry, ristorantino chic affacciato sul lago nel cuore del quartiere diplomatico di Dacca, è terminato con 20 civili uccisi tra cui 9 italiani imprenditori del tessile, 7 giap- ponesi e un americano, un numero impre- cisato di feriti, 13 ostaggi portati in salvo e 6 assalitori eliminati. Uno solo è stato catturato, ferito. In serata una notizia po- sitiva dalla Farnesina: il decimo italiano in un primo momento dato per disperso La tragica messa in scena degli interrogatori degli altri avventori presi in ostaggio ai quali vene imposto di recitare alcuni versetti del Dacca Holey Corano.

l’Isis afferma che il commando era for- mato da cinque per- sone e ne pubblica le foto: giovani con kefiah biancorossa in testa e kalashnikov in pugno. Nessun accen- no al terrorista che il portavoce dell’eser- cito ha dato per ferito e catturato annuncian- do, dopo soli 13 mi- nuti di blitz con spari e esplosioni trasmes- si in diretta dalla te- levisione locale ATN News: “L’operazione è conclusa. La situa- zione è del tutto sotto controllo”. Oggi il Bangladesh appare come ripiegato su se Artisan Per chi non ci riusciva non c’è stato scampo.


Il commando jihadista che ha scatenato l’inferno al ristorante di Dacca è entrato in azione in nome di Allah. Chi tra gli ostaggi conosceva il Corano, si è salvato. Per gli altri, non c’è stato nulla da fare.

Il timing delle dieci ore di orrore è stato racconta- to da chi è riuscito a fuggi- re alla follia omicida esplo- sa stanotte all’Holey Arti- san Bakery, il popolare lo- cale frequentato da stranie- ri nel quartiere della diplo- mazia della capitale del Bangladesh.

“L’intero edificio ha iniziato a ondeggiare quan- do hanno lanciato le grana- te”, ha detto il responsabi-

le, Sumon Reza, riuscito a mettersi in salvo salendo sul tetto. Prima, “colpi di pistola dappertutto, l’infer- no, e noi eravamo in mez- zo”. Gli assalitori - uccisi nel blitz delle forze specia- li diverse ore dopo - “han- no fatto irruzione armati di pistole e machete ed hanno lanciato granate, al grido di ‘Allah uh Akbar’ (Allah è grande), scatenando il pa- nico tra le persone”, ha aggiunto.

Erano tutti molto gio- vani: “Avranno avuto al massimo 28 anni, erano magri e ho notato che non avevano la barba”, ha det- to un altro testimone alla tv. All’inizio dell’attacco, “ho sentito delle esplosioni e

pensavo fossero festeggia- menti. Poi però li ho visti entrare nel locale e spara- re in aria per creare il pa- nico”. Gli spari in aria sono stati solo il preludio di quella che sarebbe diven- tata una carneficina: 20 ostaggi trucidati, quasi tut- ti italiani e giapponesi.

Attraverso un terribile rituale. Chi sapeva recita- re versi del Corano è stato risparmiato, gli altri sono stati torturati, ha racconta- to il padre di un ostaggio, Hasnat Karim, tratto in sal- vo dopo oltre dieci ore. I clienti italiani al momento dell’assalto erano una de- cina, imprenditori e com- mercianti. Tra loro Gianni Boschetti, in Bangladesh da

25 anni come grossista di abbigliamento. “C’erano due tavoli, uno al quale ero seduto con mia moglie e un cliente, e un altro con altri sette-otto connazionali”, ha raccontato l’uomo, fuggito nelle prime fasi dell’attac- co gettandosi fuori dal lo- cale. Il sollievo però si su- bito trasformato in ango- scia per l’incertezza sulla sorte della moglie, Claudia D’Antona, che alla fine non ce l’ha fatta, e degli altri connazionali.

C’è anche chi ha sfida- to la sorte, come il capo cuoco argentino di origine italiana Diego Rossini: “Sono riuscito a scappare in un terrazzo, dove ho dovuto aspettare per un po’.

Poi mi sono buttato in uno spazio tra il ristorante e l’edificio vicino: lì sono stato trovato dalla polizia, che stava cercando da dove entrare nel locale”.

Anche per lui è stata una “notte terribile”: “Ho sentito come si muoveva- no intorno al ristorante”, avevano bombe, mitraglia- trici armi, cercavano gli stranieri”. “I musulmani sono stati identificati e ri- lasciati gli altri ostaggi sono stati uccisi”, in quan- to “stranieri dei Paesi crociati”, ha poi proclamato l’Isis rivendicando il mas- sacro: una conferma che è stata la conoscenza del Li- bro sacro a stabilire chi doveva vivere e chi n


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