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Maxi operazione contro i curdi

  • 9 set 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

TURCHIA/DOPO IL FALLITO COLPO DI STATO CONTINUANO LE PURGHE. SOSPESI 11MILA INSEGNANTI


ISTANBUL. Le maxi-purghe dopo il fallito colpo di stato in Turchia si allargano a macchia d'olio. Dopo le decine di migliaia di persone licenziate, sospese o arrestate con l'accusa di legami con la presunta rete golpista di Fetullah Gulen, adesso tocca ai curdi. Il ministero dell'Educazione ha sospeso oggi 11.285 insegnanti sospettati di essere "sostenitori dell'organizzazione terroristica" Pkk. Una fase-due dell'operazione di Ankara per fare piazza pulita degli oppositori del presidente Recep Tayyip Erdogan, anche se non direttamente coinvolti nel tentativo di colpo di stato.

Nel mirino c'è l'altro grande nemico interno, il Pkk, contro cui Ankara annuncia una maxi-operazione. Al centro dell'azione di pulizia nella "nuova Turchia" di Erdogan c'è ancora una volta il mondo della scuola. Migliaia di copie di 58 libri di testo scritti da professori 'gulenisti’ sono state inviate al macero e saranno sostituite da nuovi volumi approvati dal ministero. Nei giorni scorsi, il premier Binali Yildirim aveva già annunciato indagini interne su altri 14 mila docenti per accertare quanti fossero "direttamente associati all'organizzazione terroristica" e sospenderli prima dell'inizio dell'anno scolastico, il 19 settembre. Oltre ai rapporti di intelligence, per individuarli sarebbero state prese in considerazione le attività sui social network e la partecipazione ad alcune proteste di piazza, tra cui quelle dell'ottobre 2014 a sostegno della battaglia delle forze curdo-siriane contro l'Isis a Kobane. E poi, le 'denunce’ delle famiglie degli studenti. Ai raggi X sono finiti persino i viag-i formativi nell'ambito del programma Ue 'Leonardo’, che alcuni docenti avrebbero sfruttato per "far visita con gli studenti agli uffici del Pkk in Europa". Fino alla fine delle indagini, assicura il ministero, i professori sospesi continueranno a percepire 2/3 del loro stipendio. Nel frattempo, potrebbero essere cacciati altri dipendenti statali curdi. Il ministero del Lavoro ha già annunciato decisioni in merito entro un paio di settimane, assicurando che "chi non sta dalla parte dello stato e del popolo non avrà più un posto nel servizio pubblico".Dopo i nuovi duri scontri tra esercito e Pkk dei giorni scorsi, che hanno provocato decine di morti su entrambi i fronti, la situazione nel sud-est della Turchia è sempre più tesa. L'altro fronte di Ankara, dopo lo sconfinamento in Siria del 24 agosto con l'operazione "Scudo dell'Eufrate", è in ebollizione. "La Turchia sta preparando la più grande operazione militare della sua storia contro le milizie curde", ha annunciato il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu. Una tensione palpabile anche a livello locale. Dopo essere stata diffusa ieri pomeriggio da tutti i media turchi, la notizia del commissariamento di 2 importanti centri curdi, Sur e Silvan, è stata smentita dalle autorità, almeno "in questa fase". Ma i loro sindaci, eletti nelle fila del movimento Dbp, restano comunque sotto pro- cesso per le loro "dichiarazioni di autogoverno" e rischiano l'ergastolo.


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