Mediaset punta a canali in Francia, Germania e Uk
- 6 lug 2016
- Tempo di lettura: 3 min

ROMA. Mediaset vuole diventare un gruppo sempre più internazionale e la strategia immaginata dall'a.d Pier Silvio Berlusconi, dopo l'accordo con Vivendi potrebbe passare anche per acquisizioni di canali 'free' in Europa. "Macchi- ne avanti - dice usando un termine marinaresco - Investiamo in innovazione e sulle reti".
L'ottimismo nasce anche dai dati positivi della raccolta pubblicitaria che nel primo semestre vede Mediaset "vicinissima al +4%" e in Borsa il titolo viene premiato con un progresso dell'1,8% a 3,11 euro. "Dopo un 2015 di su e giù, il 2016 è partito bene, sono 13 mesi in cui la pubblicità continua lentamente a crescere" anche se non si sbilancia sull'intero anno, sul lungo periodo resta infatti ancora difficile avere visibilità ma se le stime degli analisti indicano una crescita del 2,5% "penso faremo meglio" commenta Berlusconi.
"Ci stiamo guardando in giro, l'ambito è quello della televisione free, il nostro mestiere, le possibilità sono Francia Germania e anche se adesso viene più difficile dirlo Inghilterra. O canali da creare o da acquistare" dice a margine della presentazione dei palinsesti della prossima stagione guardando avanti dopo l'accordo con Vivendi, il cui closing è atteso a settembre dopo l'ok dell'Antitrust. "La conver- genza tra pay-tv e telefonia è il futuro e così lo
abbiamo disegnato per Premium e Mediaset, se si arriva in fondo è quasi perfetto".
Dopo una perdita di circa 60 milioni nei pri- mi tre mesi sulle attese per l'intero 2016, Pier Silvio Berlusconi dice solo che "come eravamo in linea nel primo trimestre anche oggi con il secondo siamo in linea sul piano" ricordando che "la prossima campagna abbonati parte dopo gli europei" di calcio. Il piano, ricorda, prevede un "break even al terzo anno". "In termini di abbonati siamo in linea, sopra i 2 milioni e superiore di 3 euro per abbonato l'Ar- pu". Gli accordi con Vivendi, ha precisato rispondendo a una domanda in merito, non prevedono impegni o vincoli sui diritti della Champions.
Invece "Infinity rimane in casa Mediaset - ricorda Berlusconi - Oggi ha 600 mila utenti ma è un business molto piccolo in Italia, dove anche Netflix fa fatica". "In un mercato piccolo come quello italiano le pay-tv e le telco si do- vrebbero incrociare, ha senso e già credo che Vivendi lo stia facendo, essendo il gruppo che controlla il 25% di Telecom e controlla anche Canal+". E intanto tornano le voci relative a un possibile ingresso di Orange nel capitale di Telecom, rilanciate dal settimanale francese La Lettre de L'Espansion. Vincent Bollorè e Stephan Richard si sarebbero incontrati nelle scorse settimane e tra i temi sul tavolo la possibilità di includere in un solo pacchetto i giochi della controllata Gameloft con quelli dell'operatore di tlc, un possibile scambio di contenuti di Canal+ sul mercato africano in cui Orange è ben insediata, in paesi come la Costa d'Avorio, Sene- gal, Marocco e il Camerun.
Sul piatto Bolloré avrebbe messo, secondo il settimanale francese, uno scambio in azioni Te- lecom. Tornando a Mediaset, Berlusconi promette di "giocare all'attacco" e il polo radiofonico è la grande novità di quest'anno. "Consolideremo R101 e le due radio Finelco 105 e Virgin, anche il 20% ancora di Mondadori; è un accordo che dobbiamo trovare ma non sarà un problema".
Quella con Radio Montecarlo invece resterà una partnership con Alberto Hazan. I ricavi pubblicitari delle radio per il 2016 "secondo un proforma sui 12 mesi - risponde Marco Giordani, direttore finanziario di Mediaset - sono attesi a 70 milioni di euro. Dovrebbe diventare una società che fa utile a partire dal primo anno".
E infine la politica dei dividendi, e la possibilità di una cedola straordinaria. "Può essere che il risultato della plusvalenza sia dedicato all'investimento come può essere che in parte sia invece distribuito" ma "stiamo parlando del bilancio 2016, la chiusura avverrà ad aprile 2017, troppo presto per parlarne".
















Commenti