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Mediaset-Vivendi:pacepossibile,ma lontana

  • 25 ago 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


MILANO. Tanto sta tuonando che probabilmente non pioverà: in quest'estate di inaspettato scontro tra Mediaset e Vivendi sulla vicenda Premium l'attesa era concentrata sul Cda in convocazione del gruppo media francese, che dovrebbe affrontare anche la spinosa questione del mancato acquisto della pay tv dopo aver firmato un contratto vincolante. Ma una nuova proposta è ritenuta improbabile, anche perché lo scontro in questo momento appare den- tro Vivendi: tra parte degli azionisti e Vincent Bolloré, che aveva architettato un'operazione geniale, ma non gradita a tutti a Parigi. Il finanziere controlla infatti circa il 15% di Vivendi (con il 30% dei diritti di voto secondo la legge francese) e lo dirige insieme al fidato amministratore delegato Arnaud De Puyfontaine, ma non ne è il 'padrone' come invece di Mediaset lo sono ancora i Berlusconi. Ecco che in primavera procede all'acquisto di Premium, pagandola di fatto quanto chiesto dal Biscione, con l'ingresso reciproco al 3,5% nelle capogruppo. Con la quota di Mediaset, in quel momento fortissima alleata, che in 18 mesi avrebbe raddoppiato al 7% i suoi diritti di voto dentro il gruppo francese, di fatto garantendone il controllo assoluto. Ma qualcuno, cioè Vivendi, doveva 'pagare' oltre 700 milioni un soggetto che non ha mai fatto utili e a Parigi, dove diversi fondi non concordano con la campagna italiana, qualcuno si è opposto e ha costretto Bolloré a scegliere: ovviamente il finanziere bretone ha scelto il suo cda e ha provato a ricontrattare con Mediaset, alzando però la posta proponendo di acquisire fino al 15% delle quote del gruppo italiano. E qui è scoppiata la grana con il mondo Berlusconi, che si è sentito tradito, anche dai modi, e si è spaventato: secondo molti osservatori vicini alla vicenda il problema non sarà né di facile né di rapida soluzione. Nel mondo finanziario un accordo si ritiene possa essere trovato, che una pace alla fine sia possibile e forse inevitabile, ma gli analisti non sanno in quale modo l'intesa possa essere trovata e tutti si mantengono neutri sulla vicenda, confermando rating e prezzi obiettivo dei titoli. Le mosse d'anticipo di Cologno monzese prima e di Fininvest dopo, con il differito deposito degli atti del- la prima causa civile, hanno ottenuto l'effetto desiderato: non farsi trovare fermi e rafforzare il titolo in Borsa, con il titolo Mediaset che in cinque sedute ha recuperato il 10%. Sullo sfondo, una volta risolte le questioni aperte nel Cda di Vivendi, rimangono i veri obiettivi di Bolloré. Secondo il settimanale francese Challenges, il finanziere alla guida di Vivendi e Orange starebbe trattando un ingresso del gruppo Tlc al 20% nella televisione francese Canal plus, con una possibile acquisizione anche di azioni di Telecom Italia. Un portavoce di Orange interpellato da Bloomberg ha smentito che vi sia un qualsiasi accordo in questo senso, ma nessuno ha mai parlato di un'intesa già trovata. Un'operazione, Antitrust permettendo, nella quale sarebbe potuta rientrare anche Mediaset. Almeno prima del grande litigio.


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