Medio Oriente infuocato
- Redazione

- 3 dic 2017
- Tempo di lettura: 2 min

SIRIA: ISRAELE BOMBARDA POSTAZIONI FILOIRANIANE. YEMEN: BATTAGLIA A SANAA
BEIRUT. Siria e Yemen sono sempre più campo di battaglia per lo scontro tra potenze regionali e internazionali.Aconfermarlosono stati ieri due drammatici episodi: un bombardamento israeliano vicino a Damasco, contro postazioni governative e di milizie libanesi filo-iraniane, e gli scontri a Sanaa tra le forze dell’ex presidenteAliAbdullah Saleh e i miliziani Houthi sciiti, alleati di Teheran.Lo stesso Saleh ha altresì fatto capire all’Arabia Saudita di essere pronto ad abbandonare gli Houthi e quindi il fronte filo- iraniano, per avvicinarsi a Riad. Il bombardamento israeliano in Siria,secondo quanto reso noto dai media governativi di Damasco, è avvenuto poco dopo la mezzanotte, quando alcuni missili terra-terra sono stati lanciati contro installazioni militari nella località di AlKiswa,13chilometri dalla capitale. L’agenzia Sana ha detto che due dei vettori sono stati abbattuti, ma ha fatto capire che altri hanno raggiunto il bersaglio, parlando di danni materiali.Come già avvenuto in analoghi casi precedenti, il governo israeliano non ha commentato,e quindi non è possibile avere notizie precise sugli obiettivi presi di mira.Citando fonti locali, l’Osservatorio nazionaleperidirittiumaniinSiria (Ondus)ha affermato che nell’area c’è una presenza militare sia delle milizie sciite libanesi Hezbollah, i cui depositi di armi sono stati colpiti in raid precedenti, sia di soldati iraniani. Da parte loro i media israeliani ipotizzano che ad essere colpita sia stata proprio una base iraniana in fase di costruzione. E l’espansione militare di Teheran in Siria è stata più volte denunciata dal governo israeliano, oltre che dall’amministrazioneamericanadi Donald Trump. Israele, gli Usa, e con loro l’Arabia Saudita, puntano il dito contro Teheran anche per il sostegno fornito ai ribelli sciiti Houthi in Yemen, che tra l’altro il 4 novembre scorso hanno lanciato un missile verso Riad, abbattuto dai sistemi di difesa sauditi. Nel conflitto civile yemenita, che ha provocato una catastrofe umanitaria di proporzioni bibliche, gli Houthi godevano finora dell’appoggio dell’ex presidente Saleh - anch’egli sciita - contro il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, alleato dell’Arabia Saudita. Ma negli ultimi giorni combattimenti tra le due fazioni ribelli hanno investito la capitale Sanaa, sotto il loro controllo, provocando decine di morti. Secondo la televisione panaraba Al Arabiya, di proprietà saudita, le forze di Saleh avrebbero strap- pato alle milizie rivali l’aeroporto e il ministero della Difesa. Ma lo sviluppo più clamoroso delle ultime ore è stato un annuncio televisivo di Saleh, in cui ha chiesto a Riad di porre fine ai suoi bombardamenti in Yemen e al blocco di porti e aeroporti del Paese, affermando che in cambio è pronto a “voltare pagina”. La televisione Al Masirah, controllata dagli Houthi,haparlato di un “colpo di stato contro l’alleanza”anti-saudita.Mentrela Coalizione militare guidata da Riad, che dal 2015 compie sanguinosi raid aerei in territorio yemenita contro le forze ribelli, ha incoraggiato Sale ha“eliminarele milizie affiliate all’Iran”. Secondo dati dell’Onu, il conflitto in Yemen ha provocato finora l’uccisione di oltre 5.000 civili, la maggior parte proprio a causa dei bombardamenti della Coalizione a guida saudita.
















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