Meghan diventa anglicana
- Redazione

- 29 nov 2017
- Tempo di lettura: 3 min

LA FUTURA CONSORTE DI HARRY ASSUMERÀ ANCHE LA CITTADINANZA BRITANNICA
LONDRA. Una ventata di cambiamento, ma con tutti i crismi della tradizione al loro posto. Meghan Markle, la promessa sposa destinata a portare per la prima volta sangue afroamericano nella famiglia reale britannica, dirà sì al principe Harry nel castello di Windsor a maggio: in chiesa, dopo essersi convertita alla confessione anglicana e non senza aver abbandonato la cittadinanza americana per quella del Regno. I dettagli che mancavano all’annuncio ufficiale di lunedì sono arrivati ieri, con le puntualizzazioni del caso. L’elemento di novità resta rappresentato da lei, dalle sue origini, dalla sua carriera di attrice con un divorzio alle spalle e dalla modesta differenza d’età: 36 anni contro i 33 del secondogenito di Carlo e Diana. Oltre che dall’eccentrico incontro a scatola chiusa (blind date) organizzato con tocco magico dall’anonima amica che 16 mesi li ha fatti conoscere. Quanto al resto, però, nessuno strappo alle regole così care a Sua Maestà la regina: la matriarca che a 91 anni, salda sul trono, non ha mancato di dare la sua benedizione. Già lunedì, nell’intervista a due alla Bbc seguita al solenne messaggio di partecipazione di nozze diffuso da Clarence House, residenza del principe Carlo, Meghan aveva fatto sapere di essere pronta a lasciare il palcoscenico per trasferirsi a Kensington Palace, nella dimora di Nottingham Cottage occupata da Harry a poca distanza dal fratello William, assumersi le incombenze del nuovo ruolo e progettare per il prossimo futuro di allargare la famiglia. Ma i mutamenti di vita non si fermeranno qui, come puntualizza il secondo comunicato di annuncio giunto ieri proprio da Kensington Palace. La cerimonia che suggellerà il vincolo - confermata per maggio nel rispetto di tutte le previsioni, in attesa del giorno esatto - sarà officiata nella St George’s Chapel, la stessa in cui nel 2008 si sposò Peter Phillips,cugino di Harry e figlio della principessa Anna, e nel 2005 fu benedetta l’unione di Carlo e Camilla. Sarà dunque un rito religioso, come anticipato dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby (“I due futuri sposi vogliono che le loro nozze siano dinanzi a Dio”), prima del quale Meghan dovrà abbracciare la confessione anglicana legata indissolubilmente alla dinastia. Ricevendo il battesimo e la cresima. Una conversione, di fatto, seppure interna al Cristianesimo, per lei che formalmente risulta essere ancora protestante, che ha un padre di radici cattoliche (e ha frequentato una scuola cattolica) e che in occasione del primo matrimonio accettò una celebrazione ebraica. Scontata, poi, l’assunzione della cittadinanza britannica: ribadita per iscritto in un comunicato in cui non viene taciuto il fatto che le spese saranno a carico “della famiglia reale”, dal servizio in chiesa, alla musica, ai fiori, al ricevimento. Il portavoce di Harry, Jason Knauf, assicura comunque che Windsor non è solo un omaggio alle convenzioni, ma rappresenta “un posto molto speciale” per il principe, anche per il tempo già trascorsovi assieme alla Markle. E promette un tocco personale all’evento, per coinvolgere la gente comune, affinché “esso rifletta ciò che sono loro come coppia”. Intanto i messaggi di auguri continuano a piovere da mezzo mondo e i due si dicono grati e commossi. Nelle ultime ore, si è saputo che hanno visitato pure i principini George e Charlotte, figli di William e Kate, la quale - incinta del terzo royal baby - si è poi detta “elettrizzata e felice” per i cognati. Mentre uno spiritoso messaggio di benvenuto in famiglia alla futura duchessa d’oltreoceano è arrivato da Camilla, consorte di Carlo: “Meghan? L’America ci perde, per noi è un guadagno”.
















Commenti