“Meglio che nel 2016”
- Redazione

- 16 giu 2019
- Tempo di lettura: 2 min

TRUMP E LA CORSA ALLA RIELEZIONE: I SONDAGGI LO DANNO INDIETRO MA OSTENTA FIDUCIA
NEW YORK. Donald Trump lancia la sua campagna elettorale per il 2020. Ma i sondaggi, anche quelli interni del suo staff, sono allarmanti: il vice presidente Joe Biden è avanti al tycoon in tutti gli stati chiave. E avanti di molto. Trump minimizza:
"stiamo facendo meglio che nel 2016". E poi avverte: "senza di me nel 2020 la Borsa sperimenterà un crollo mai visto prima".
Un messaggio diretto agli americani, che da sempre votano con il portafoglio e che hanno una buona parte dei loro risparmi per la pensione e non investiti a Wall Street.
Il presidente ostenta quindi sicurezza di fronte a un quadro difficile, a una strada in salita e mentre è preso da una crisi dietro l'altra, dalla guerra commerciale con la Cina alle tensioni con l'Iran. Senza dimenticare il Russiagate, che continua a perseguitarlo, con i democratici alla Camera intenti a proseguire le indagini sul presidente e a lavorare dietro le quinte alla possibilità di un impeachment.
Ma anche in casa democratica, e Trump ne è cosciente, il quadro è confuso e tutto in via di definizione. Biden e Bernie Sanders sembrano in pole position per la nomination democratica.
I loro 18 rivali, però, non ne sono sono convinti e ne daranno prova nel corso del primo dibattito. Un appuntamento articolato in due serate, il 26 e 27 giugno, per dare spazio e accomodare l'esercito di candidati dem. Il format è stato definito: 10 candidati saliranno sul palco a Miami, in Florida, nella prima serata, gli altri 10 nella seconda. Biden e Sanders si affronteranno direttamente il 27 giugno: con loro ci saranno anche Kamala Harris e Pete Buttigieg. La senatrice della California e il sindaco emergente di South Bend sono ritenuti i 'più fortunati' nel sorteggio perché avranno modo di confrontarsi subito con i front runner.
Il 26 giugno si sfideranno invece Elizabeth Warren, Cory Booker e Beto O'Rourke. Ci sarà anche Bill de Blasio che, pur non spaventando sul fronte dei sondaggi, lo fa con la sua prestanza fisica: la sua altezza imponente rende chiunque accanto a lui basso e questo preoccupa i rivali per il messaggio di 'inferiorità' che si rischia di inviare.
Il format comunque con soddisfa quasi nessuno: il primo a criticarlo è stato Biden, convinto che essere sul palco in dieci non consenta un reale dibattito ma lasci spazio solo a slogan con poco contenuto. Scettici anche gli altri, al momento, però, più interessati a indebolire e colpire Biden e Sanders che a preoccuparsi del dibattito.
















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