top of page

Mercati sull’altalena della Brexit

  • 12 giu 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


ROMA. "Vedo solo conseguenze economiche negative" da un eventuale voto favorevole alla Brexit. Anche il ministro del Tesoro americano, Jacob J. Lew, scende in campo in questa manciata di giorni che mancano al referendum britannico del 23 giugno e che promettono di essere tra i più caldi sui mercati da un po' di tempo a questa parte.

Dopo l'assaggio di venerdì con 174 miliardi bruciati sulle piazze europee esposte alle bufere dei sondaggi sulla vittoria del sì e del no, la parola d'ordine in vista di una settimana che tutti sembrano certi sarà caratterizzata da una fortissima volatilità sui mercati, sembra "cautela".

Una parola che ricorre nei report di queste ore anche perché la settimana che parte da lunedì, è piena di altri importanti appuntamenti: dai dati cinesi su produzione e vendite di lunedì all'alba, all'attesissimo appuntamento della Fed di mercoledì, alla riunione della Bank of Japan e della Bank of England; con le aste in Italia e in Germania e diversi dati macro e un Eurogruppo in Lussemburgo che cadrà giusto giusto giovedì, una settimana prima del referendum.

E' ormai diffusa tra gli analisti l'opinione che la Fed rimarrà cauta sulla politica monetaria.

Anche in vista del referendum britannico, alla riunione della prossima settimana del FOMC non sono attese variazioni dei tassi di interesse, spiega un report Unicredit, mentre la domanda per i titoli di Stato dovrebbe rimanere sostenuta, nonostante i tassi vicini a zero o negativi raggiunti con il bund tedesco che ha aggiornato il suo minimo storico allo 0,09%. Il report evidenzia anche come l'immobilismo delle banche centrali, a partire dal previsto man- cato intervento della Fed sui tassi, sommato all'incertezza sull'esito del referendum, dovrebbe limitare i movimenti valutari con il dollaro che rimarrà debole rispetto alle altre principali monete, rispecchiando le

indicazioni della Federal Reserve. Anche se, avverte Nicola Borri, docente di finanza internazionale alla Luiss, un effetto sui movimenti valutari potreb- bero averlo gli hedge fund inglesi che potrebbero essere vittime della speculazione sterlina su euro.

Un movimento che potrebbe avere ef- fetti sulla piazza londinese, proprio quella che nella seduta di venerdì ha tenuto meglio. "Un motivo risiede sicuramente nella forte presenza di titoli legati alle materie prime su quella piazza" spiega Borri, "un effetto che però di fronte alla crescente incertezza sugli esiti della Brexit" potrebbe andare a scemare nei prossimi giorni, portando turbolenze più forti anche su Londra.

E il Times riporta che uno dei più grandi datori di lavoro della City londinese, Morgan Stanley, pensa ad una 'migrazione'di personale nel caso di vittoria della Brexit: la banca d'affari avrebbe infatti già programmato il trasferimento di oltre un migliaio di dipendenti da Londra

all'Europa continentale. Intanto un dato di fatto sembra essere che ad allacciarsi le cinture di sicurezza dovranno essere i mercati più legati ai titoli finanziari, come Piazza Affari.

"Ci attendiamo senz'altro una grande volatilità ma di conseguenza anche grandi opportunità per i daily traders". Così, in sintesi, il direttore generale di Assosim, Gianluigi Gugliotta, sintetizza il clima nel quale gli operatori affrontano la prossima settimana che, spiega, sarà certamente caratterizzata da una "grande incertezza per chi investe sul medio e lungo periodo" con gli investitori più accorti che comunque si sapranno tutelare dal rischio con adeguati strumenti derivati ma che potrà rappresentare occasioni di forte guadagno per tutti i traders specializzati nella volatilità.


Commenti


bottom of page