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Merkel apre alla riforma

  • 21 giu 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


BERLINO.Angela Merkel promuove la riforma dell’eurozona di Emmanuel Macron. E oltre alle parole della cancelliera, ha valore il luogo in cui ha scelto di dirle. L’occasione è infatti la giornata dell’industria e la platea è quella della potente Bdi (la Confindustria tedesca).

Proprio fra i “falchi”, che notoriamente spingono per la competitività della locomotiva d’Europa e per la linea del rigore con i paesi del Sud Europa, Merkel ha approvato con assoluta chiarezza le proposte del presidente francese, che vuole sviluppare l’integrazione dell’eurozona, a partire da un ministro delle Finanze comune. E alla fine, questa stessa platea ha assistito al primo mini-duello elettorale con il socialdemocratico Martin Schulz: i due sfidanti per la cancelleria si sono succeduti sul palco, contrapponendo le rispettive ricette per il Paese.

“Abbiamo concordato una tabella di marcia per lo sviluppo dell’eurozona con Emmanuel Macron”, ha esordito Merkel. “Si può immaginare una specie di governo economico, che prenda le best practices”, anche per creare lavoro in alcuni paesi e imparare da altri, ha spiegato. “Si può certamente pensare a un ministro delle Finanze comune, se le condizioni generali sono adeguate. Se non si mutualizza nei posti sbagliati e se si lascia in una mano unica rischi, possibilità di decisione e garanzie”. “Si può ben pensare anche a un budget per l’eurozona, se si rafforzano strutture e si fanno cose ragionevoli”, ha aggiunto.

Anche il presidente della Bdi Dieter Kempf ha affermato di essere favorevole a queste riforme, ma ha come sempre insistito “sulla disciplina nelle riforme e nella politica di bilancio”. “In più si possono avere anche un bilancio dell’eurozona, un ministro delle Finanze dell’euro, e un fondo monetario europeo, se questi passi sono gestiti nel modo giusto”, ha detto.

Davanti agli industriali, la cancelliera ha parlato anche “da leader dell’Unione”, affermando che il sistema pensionistico assicura stabilità fino al 2030 e non ha bisogno di riforme, e annunciando che la Cdu eliminerà il “Soli” (tassa di solidarietà dall’ovest all’est) per tutti i cittadini tedeschi (non solo per i più poveri, come hanno proposto i socialdemocratici).

“Facciamo il contrario - ha esordito dopo di lei Schulz - io inizio a parlare da leader dell’Spd e finisco come futuro cancelliere”. La battuta è utile a rompere il ghiaccio, in una sala più affine alla sua avversaria, che poi non ha applaudito all’auspicio di un cambio di governo. “A che serve il surplus se nelle nostre scuole piove?”, ha detto Schulz, riprendendo la proposta sui 30 miliardi di investimenti lanciata lunedì nel presentare il piano fiscale, che “invita alla cassa” i ricchi.

Alle prese con sondaggi molto deludenti e critiche diffuse, l’ex presidente del Parlamento europeo non ha fatto l’errore di trascurare i temi europei e internazionali, auspicando un negoziato corretto sulla Brexit - “il risultato migliore sarebbe che non ci si arrivasse proprio” - e sottolineando il valore del dialogo con Mosca, per gli interessi tedeschi. Ma anche così gli è difficile stare al passo con la cancelliera. Merkel ha davanti a sé la vetrina del G20 di luglio: dove, lo ha affermato ieri, tenterà ancora di convincere gli Usa del valore del libero commercio.


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