Messico, svolta socialista
- Redazione

- 1 lug 2018
- Tempo di lettura: 2 min
OGGI LE ELEZIONI PRESIDENZIALI E DELLE CAMERE. OBRADOR VICINO ALLA SUA GRANDE RIVINCITA

CITTÀ DEL MESSICO. Se le previsioni dei sondaggi si tradurranno, anche solo in parte, in realtà, il Messico entrerà oggi in una nuova importante fase della sua storia nazionale che comporterà lo scardinamento del sistema dei partiti tradizionali al potere da 90 anni.
Condizione di questo è che le urne oggi consacrino il candidato di centro sinistra del movimento Morena, Andrés López Obrador, vincitore delle elezioni presidenziali, sfida da lui intrapresa per la terza volta dopo le sconfitte subite nel 2006 e nel 2012. Nell'esercizio elettorale più importante della sua storia politica, il Messico elegge contemporaneamente il successore del presidente Enrique Peña Nieto, Camera e Senato, i governi degli Stati, nonché i sindaci delle città ed i parlamenti locali.
Con oltre il 50% di preferenze assegnatogli dagli istituti specializzati 'Amlo', come è stato ribattezzato per l'acronimo del nome, ha avuto ragione già prima del voto dei suoi due rivali: Ricardo Anaya leader di una coalizione destra-sinistra fra il Partito azione nazionale (Pan) e il Partito della rivoluzione democratica (Prd), e José Antonio Meade, epigono del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri).
"Nella nostra - ha detto nei suoi comizi - abbiamo avuto tre trasformazioni: indipen- denza, riforma e rivoluzione. E stiamo per portare a termine la quarta, ugualmente grande". "La struttura del sistema politico messicano è destinata a cambiare profondamente", ha spiegato l'analista Enrique Quin- tana, convinto dell'eclissi dalla scena politica del Pri, il partito al potere dal 1929, con una parentesi fra il 2000 ed il 2012.
Anche Denise Dresser, ascoltata politologa, vede un tramonto dei partiti tradizionali: "Pur se Pri e Pan mantenessero una presenza in Parlamento, il governo avrà di fronte una opposizione decimata, in bancarotta, con difficoltà per competere di nuovo".
Da parte sua, ritiene Quintana, il movimento Morena potrebbe passare da 35 a 191 deputati, "il che permetterebbe al neo-eletto presidente di attuare alcune delle sue promesse elettorali, ad esempio in campo educativo ed energetico".
Certo, hanno giocato a favore di 'Amlo' la dilagante corruzione e la violenza che ha prostrato la popolazione. Ma anche la decisione di settori conservatori, in passato ostili alle sue idee, di accettare l'idea che il Messico possa con lui incamminarsi verso una fase di profondo mutamento socio-politico.
Lo aiutano anche i giudizi positivi degli 11 milioni di giovani, di cui 4,8 votano per la prima volta, ed il fatto che il suo messaggio sia penetrato in tutti i settori sociali. "Un'impresa che non è riuscita ai suoi avversari - osserva Roy Campos dell'istituto Con- sulta Mitofsky - per cui Anaya non ha sfondato fra gli adulti e in zona rurale, mentre Meade ha fallito con i giovani e le città.
C'è un popolo di 'arrabbiati' che gli assegna la capacità di generare speranza".
















Commenti