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Mistero sull’attacco a Maduro



VENEZUELA/NUOVE PROVE SEMBRANO CONFERMARE IL TENTATIVO DI ATTENTATO CON DRONI ESPLOSIVI

CARACAS. Tra le notizie ufficiali del Governo di Caracas che, video alla mano, parla di attacco o accuse di una mossa fatta per legittimare una nuova stretta repressiva contro l'opposizione, si infittisce il giallo sull'attentato con i droni al presidente venezuelano. Nuove prove diffuse da media locali sembrano confermare che Maduro sia stato vittima sabato di un tentativo di attentato con droni esplosivi. Ma i dubbi restano e cresce la preoccupazione dell'opposizione di Caracas su una nuova ondata repressiva contro chiunque si opponga al regime chavista. L'esplosione di due droni è stata documentata da altrettanti video, pubblicati su Twitter da fonti separate: nel primo si vede un drone, apparentemente immobile, che esplode in aria - pochi secondi prima che Maduro interrompesse il suo discorso - e nel secondo un altro drone che cade davanti alla facciata di un palazzo residenziale, a circa 200 metri dal palco presidenziale. Secondo Johnattan Bilancieri - un giornalista venezuelano del canale colombiano RCN, che ha compilato video e immagini per ricostruire l'avvenimento - le prove sembrano indicare che due droni sono esplosi, probabilmente non perché abbattuti da franchi tiratori, ma perché detonati a distanza o perché i telecomandi cui erano collegati sono stati neutralizzati da apparecchi della polizia che bloccavano le frequenze. Questa ultima possibilità è stata men- zionata anche dal ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, che ha illustrato al corpo diplomatico accreditato a Caracas la versione ufficiale dei fatti, sottolineando che i responsabili dell'attentato fallito erano collegati ad Oscar Perez, l'ufficiale della polizia che aveva lanciato un inedito attacco in elicottero contro sedi del governo nel giugno dell'anno scorso, ucciso poi a gennaio dalle forze di sicurezza in un sobborgo di Caracas. Il governo venezuelano continua d'altra parte a sostenere che il fallito attentato contro Maduro è stato organizzato dall'"asse Miami-Bogotà" - ossia il governo colombiano di Santos e finanziatori della Florida, in combutta con l'opposizione locale - senza però aver fornito finora nessuna prova a supporto dell'accusa, respinta con sdegno dall'esecutivo colombiano. E l'opposizione insiste nella tesi che l'attacco contro Maduro potrebbe servire come alibi per una nuova ondata repressiva, in coincidenza con il "piano di rilancio economico" che il presidente stava annunciando sabato, quando è stato interrotto bruscamente dall'arrivo dei droni. Secondo analisti locali, del resto, ormai conta ben poco se l'attentato contro Maduro è stato reale o no. Come ha spiegato lo stesso Bilancieri: "Maduro ha perso ogni credibilità, dopo anni interi in cui ha accumulato false denunce su trame golpiste e cospirazioni per ucciderlo costruite con cartapesta" e ora raccoglie il frutto di "tanta erosione costante della verità".


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