Morbillo, piaga d’Europa
- Redazione

- 21 ago 2018
- Tempo di lettura: 2 min

SANITÀ/RECORD D’INFEZIONI NEL VECCHIO CONTINENTE. ITALIA CON OLTRE 2MILA CASI
ROMA. Non sembrano servire a nulla le campagne e gli allarmi sul morbillo che si susseguono non solo in Italia, dove, dopo la 'tregua' di Ferragosto, è probabile un ritorno delle polemiche sull'obbligo scolastico. La malattia si sta diffondendo sempre di più in Europa, avverte l'Oms, tanto che nella prima metà del 2018 si è avuto quasi il doppio del precedente record di casi, registrato però nel corso di un anno intero. A certificare un 2018 nero per la malattia è il rapporto della European Regional Verification Commission for Measles and Rubella Elimination, una commissione che monitora i progressi verso l'obiettivo di eliminazione. Secondo il documento, i casi nei primi sei mesi dell'anno sono stati 41mila, più di metà dei quali (23mila) in Ucraina. Anche senza l'epidemia in questo stato però si supererebbe il primato lo stesso: il numero massimo di casi in un anno tra il 2010 e il 2017 è stato 23.927, toccato lo scorso anno, mentre nel 2016 si è avuto il record negativo con 5.273. Sette Paesi hanno superato i mille casi: Italia (dove sono stati in realtà oltre duemila fino al 30 giugno), Francia, Serbia, Grecia, Russia, Georgia e ovviamente Ucraina, e in tutti e sette ci sono stati dei morti, in totale 34 dall'inizio dell'anno. "Dopo il minimo negativo toccato nel 2016 abbiamo visto un drammatico aumento nelle infezioni e nei focolai - afferma Zsuzsanna Jakab, direttore regionale perl'Europa -. Chiediamo a tutti i paesi di implementare immediatamente misure ampie e appropriate al contesto per diminuire la diffusione di questa malattia. Una buona salute per tutti parte dalla vaccinazione, e finché non elimineremo il virus non riusciremo a tener fede agli impegni per gli obiettivi di sviluppo sostenibile". Secondo il documento, 43 stati membri su 53 hanno interrotto la trasmissione endemica della malattia, mentre 42 lo hanno fatto per la rosolia. L'allarme è stato raccolto anche dalla Commissione Ue, preoccupata che tre dei sette 'cattivi' siano paesi che fanno parte dell'Unione Europea. "Siamo molto preoccupati che tre dei sette Paesi con la più alta incidenza di casi di morbillo in Europa siano Paesi Ue - ha sottolineato una portavoce della Commissione -. La bassa immunizzazione di un Paese mette a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini in tutta Europa. La vaccinazione è un atto di solidarietà". I rappresentanti di tutti i Paesi, ricorda il comunicato dell'Oms, si vedranno a Roma dal 17 al 20 settembre per verificare i progressi verso l'eliminazione. La scelta del nostro Paese non suona strana, visto che negli ultimi anni è sempre stato tra le 'pecore nere' per casi e coperture. Da noi dopo il decreto sull'obbligo la copertura per le vaccinazioni contro il morbillo è salita di oltre il 4%, ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati. Un 'club' in cui siamo in buona compagnia, visto che secondo un report del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) sono 22 paesi su 29 monitorati dell'area europea a non raggiungere questa copertura.
















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