Morto Aiuti, prof anti-Aids
- Redazione
- 10 gen 2019
- Tempo di lettura: 2 min
di Manuela Correra

PRECIPITA NELLA TROMBA DELLE SCALE DEL POLICLINICO GEMELLI. IPOTESI SUICIDIO
ROMA.E’precipitatoperoltrediecimetri nella tromba delle scale adiacenti al reparto di medicina generale del Policlinico Gemelli, dove era ricoverato per una grave cardiopatia. Le sue pantofole erano sul pianerottolo da dove è caduto. E’ morto così, a 84 anni, l’immunologo FernandoAiuti, medico ricercatore e pioniere nella lotta contro l’Aids. Sul suo decesso, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta e non si esclude l’ipotesi del suicidio. Al momento nel fascicolo della Procura non è stato ipotizzato alcun reato, ma il pm potrebbe procedere per omicidio colposo o istigazione al suicidio. Il corpo di Aiuti è stato trovato in mattinata riverso sul pavimento, dopo una caduta dal quarto piano del reparto dove si trovava, e non sono state individuate tracce di sangue né sulla balaustra né sulle scale del reparto. Sarà ora l’autopsia, che sarà eseguita all’istituto di medicina legale della Sapienza, a dover fare chiarezza e il medico legale dovrà verificare se Aiuti abbia assunto farmaci particolari o se sia stato colpito da infarto. L’immunologo era ricoverato per una cardiopatia ischemica da cui era da tempo affetto e che lo aveva già costretto ad altri ricoveri e trattamenti anche invasivi. Più recentemente, il suo quadro cardiologico si era aggravato. Immunologo di fama mondiale, ha dedicato gran parte della sua attività alla lotta all’Aids: attraverso la ricerca ma anche gesti provocatori. Fece il giro del mondo la foto-simbolo scattata nel 1991 durante un congresso a Cagliari, che ritrae Aiuti mentre bacia sulla bocca la giovane sieropositiva Rosaria Iardino, che aveva in cura. Lo fece per dimostrare che l’Hiv non si poteva contrarre con un bacio e che nonc’eranulladatemerenelloscambiare effusioni con una persona sieropositiva: “Porterò con me per sempre il suo coraggio”, commenta oggi Iardino. Sempre in prima linea, è stato tra l’altro fondatore nel 1985 e primo presidente dell’Associazione nazionale per la lotta contro l’Aids (Anlaids). Con oltre 600 pubblicazioni scientifiche a sua firma, nel 1992 ebbe il titolo di Cavaliere diGranCrocealMeritodellaRepubblica e nel 2010 fu nominato dal ministro dell’Istruzione - su proposta del Senato Accademico dell’Università Sapienza di Roma - professore emerito a vita. “La scienza oggi piange un grande uomo. Sono certa che il suo grande impegno vivrà attraverso il lavoro di Anlaids”, ha affermato in un tweet il ministrodellaSaluteGiuliaGrillo. Aiuti è stato “una figura simbolo” per il presidente onorario di Arcigay Franco Grillini, mentre lo ricorda come “lo scienziato che con i suoi studi ha salvato migliaia di vite” il vice presidente del Senato Roberto Calderoli. “Perdiamo un pioniere nella lotta all’Aids, ha affermato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin sottolinea come con Aiuti “se ne va un pezzoimportantedelmondoscientifico”. Appresa la notizia della scomparsa di Fernando Aiuti, nato a Urbino nel 1935, il sindaco Maurizio Gambini ha reso noto: “Con tutta la giunta comunale mi unisco al dolore per la perdita di una personalità illustre della comunità scientifica internazionale. La sua attività di ricerca e il suo impegno nel campo della lotta contro l'Aids lo hanno reso un punto di riferimento in tutto il mondo; il suo contributo stato determinante, in particolare negli anni in cui ancora poco si conosceva di questa malattia”".
















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