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Mps/Piano Morelli, un obiettivo di 1,1 mld di utile nel 2019

  • 26 ott 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

Saranno operati 2.600 tagli, via 500 filiali


MILANO. Un obiettivo di 1,1 miliardi di utile nel 2019, da conseguire anche attraverso il taglio di 2.600 dipendenti e 500 filiali, con l'obiettivo di garantire una redditività del capitale dell'11% e di conseguire una solida posizione sia patrimoniale (con un indicatore Cet1 al 13,5%) che di liquidità (liquidity coverage ratio del 140%). Se tutto andrà bene, a partire dal difficile aumento di capitale da 5 miliardi che servirà a deconsolidare 27,6 miliardi di sofferenze e ad al- zare al 42% la copertura sui crediti deteriorati ancora in portafoglio, sarà questa la nuova banca che l'a.d Marco Morelli promette di 'vendere' agli investitori nel corso del road show che inizierà oggi. "E' un piano che ha assunzioni abbastanza conservative sia dal punto di vista dei ricavi che dei costi, e ovviamente basato sul lavoro molto importante di ridefinizione dell'approccio commerciale" ha detto Morelli, sottolineando che l'obiettivo è riportare Mps ad essere una banca con "un ruolo rilevante sul territorio nazionale". Per rilanciare l'attività Mps accelererà la digitalizzazione e si focalizzerà sui clienti retail (spingendo sull'online), le pmi e i clienti facoltosi, a cui si dedicheranno invece i gestori. I ricavi sono visti in crescita a 4,5 miliardi (+5%) nel 2019 ma con un 'upside' potenziale di 1 miliardo se Mps riuscirà ad adeguarsi alle migliori competitor sul mercato, mentre le perdite su crediti scenderanno da 1,5 a 0,5 miliardi, anche grazie a una più attenta gestione del rischio, e i costi operativi dell'8% a 2,2 miliardi. I 2.900 esuberi saranno in parte mitigati da 300 assunzioni. "Siamo fiduciosi nel nuovo corso" ha detto il segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni, sottolineando che le uscite andranno gestite con "prepensionamenti volontari e incentivati". Anche dalla Uilca e dalla First-Cisl sono arrivate parole di incoraggiamento a Morelli, nella consapevolezza che dalla partita su Mps dipende "la stabilità dell'intero settore". A fine piano, grazie alla pulizia dei crediti deteriorati, il loro peso sul totale del portafoglio scenderà dal 34,9% al 16%. Il lavoro è già iniziato nell'ultime trimestre, con 750 milioni di rettifiche che hanno portato i conti dei nove mesi in rosso per 849 milioni. Lo spettro del bailin ha anche fatto perdere 6,6 miliardi di raccolta, in scia alle turbolenze dei mercati e alla pubblicazione degli stress test tra luglio e agosto, portando i deflussi del 2016 a 14 miliardi (-11,6%). Tra le novità emerse ieri l'offerta da 520 milioni di Icbpi per il business del Merchant Acquiring (carte di credito e sistemi di pagamento), con cui Mps tratterà in esclusiva fino a fine anno. In Borsa Mps ha vissuto una seduta di grande volatilità. Dopo una partenza a razzo il titolo ha invertito bru- scamente la rotta, complice anche il +100% messo a segno nelle sedute precedenti, chiudendo con un tonfo del 15% a 0,29 euro dopo continue sospensioni. "Non mi sento di fare nessun commento sul titolo, mi sto occupando della banca" ha detto Morelli. Per il broker Findentiis le azioni sono sopravvalutate in quanto Mps, capitalizzando un miliardo, esprime un multiplo di 0,6 volte il patrimonio netto. "Il rialzo del titolo è ingiustificato" si legge in una nota in cui si sottoli- nea che "il tema chiave di questo piano è che ancora non conosciamo chi sottoscriverà l'aumento da 5 miliardi".


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