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Mueller a rischio licenziamento


RUSSIAGATE/TRUMP ALL’ATTACCO DEL PROCURATORE SPECIALE, TIMORI BIPARTISAN


NEW YORK. Donald Trump attacca Ro- bert Mueller, segnalando come lo showdown sul Russiagate sia ormai vici- no e tornando ad alimentare i timori su un possibile licenziamento del procuratore speciale.

In una rara prova di unità, democratici e repubblicani fanno muro: Muller non si tocca, licenziarlo sarebbe varcare una “li- nea rossa” per la democrazia. Dopo dieci mesi trascorsi seguendo la semplice re- gola di attaccare tutti ad eccezione del pro- curatore speciale per le indagini sulle in- terferenze russe, il presidente americano ha lanciato l’affondo su Twitter.

“L’indagine di Mueller non doveva ne- anche iniziare” perché basata “su falsi dossier pagati” da Hillary Clinton e dai democratici, ha attaccato il presidente. Poi ha rincarato la dose: “Perché nella squa- dra di Mueller ci sono 13 democratici in- calliti, alcuni dei quali sostenitori di Hil- lary, e zero repubblicani?”.

Un attacco che non tiene in considera- zione che Mueller è un repubblicano di vecchia data: era stato nominato direttore dell’Fbi nel 2001 da George W. Bush e scelto come procuratore speciale dal re- pubblicano Rod Rosenstein. Non si sal- vano dagli attacchi del presidente nean- che gli ex vertici dell’Fbi, James Comey e Andrew McCabe, accusati di dire bu- gie.

Per loro Trump conia l’espressione ‘Fake Memos’, riferendosi agli appunti che sia Comay sia McCabe avrebbero pre- so sugli incontri con il tycoon.

“Con McCabe ho trascorso poco tem- po e non hai preso appunti quando era con me”, ha twittato. Poi rivolto a Comey: “Ha mentito quando gli è stato chiesto se fosse mai stato una fonte anonima” per la stam- pa “o se fosse a conoscenza di qualcuno che lo era. Ha sempre risposto ‘no, mai’. Ma ha mentito, come mostrato chiaramen- te da Fox and Friends”. Le bordate di

Trump agitano il Congresso, che torna a temere un licenziamento di Mueller. I de- mocratici e i repubblicani fanno squadra e avvertono: licenziare Mueller “sarebbe l’inizio della fine della sua presidenza”, ha ammonito il senatore repubblicano Lin- dsey Graham.

Ma i timori restano, mentre non ci placa la girandola di voci su nuove uscite nel- l’amministrazione.

Il consigliere alla sicurezza H. R. Mc- Master sarebbe in cima alla lista dei pos- sibili silurati, mentre con il capo dello staff della Casa Bianca John Kelly il presiden- te avrebbe raggiunto per ora una tregua.

Traballa sempre la posizione del ministro della Giustizia, Jeff Sessions, responsa- bile secondo Trump della nomina di Muel- ler. E la posizione di Sessions di compli- ca anche all’esterno.

Secondo indiscrezioni riportate dalla Reuters, la ricostruzione di Sessions in Congresso sulla sua contrarietà ad un in- contro con funzionari russi durante la cam- pagna elettorale sarebbe stata contraddet- ta. Sessions - riporta Reuters - non avreb- be sollevato alcuna obiezione all’idea dell’ex consigliere della campagna Geor- ge Papadopoulos di incontrare alcuni esponenti russi.


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