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Muore durante il parto indotto

ANCONA/IL FETO ERA GIÀ DECEDUTO, I MEDICI DECIDONO DI EVITARE IL CESAREO

di Daniele Carotti



ANCONA. Perde la figlioletta che por- tava in grembo poi muore durante il par- to indotto. Potrebbe essere stata un’embolia polmonare amniotica a causare il decesso di Safi Zohra Ben Salem, 34enne tunisina, residente a Loreto (Ancona) già madre di due figli, avvenuto nelle prime ore di domenica a causa delle complicazioni. Sul caso il pubblico ministero di Ancona Irene Bilotta ha aperto un fasci- colo, per ora contro ignoti, per omicidio colposo e ha disposto l’autopsia. Poi il fascicolo è stato assegnato al pm Serena Bizzarri. Giunta alla trentottesima setti- mana di gravidanza, la donna si era presentata all’ospedale pediatrico “Salesi” sabato scorso per alcuni accertamenti.

Dal monitoraggio però era arrivato un esito choc, il feto era deceduto. Da lì la decisione dei medici del reparto di Cli- nica di Ostetricia e Ginecologia, di non procedere con il cesareo ma di indurre il parto vaginale. Durante il travaglio in- dotto, però, la 34enne ha accusato un ar- resto cardiocircolatorio e la rianimazio- ne tentata dai medici, pur permettendo di portare a termine il parto, è risultata inu- tile per salvare la vita alla paziente. La direzione medica ha inoltrato una segna- lazione all’autorità giudiziaria e, conte- stualmente, ha avviato un’indagine inter- na per capire le cause di ciò che è accaduto.

L’ipotesi principale avvalorata dai medici, ha spiegato il dott. Andrea Cia- vattini, primario della Clinica di Oste- tricia e Ginecologia del Salesi è quella di “un’embolia amniotica”: “Un fatto raro ma che può accadere”. Il medico ha parlato di “quadro acuto e imprevedibile e non recuperabile nonostante la rianimazione”. “Noi - ha aggiunto - abbiamo segnalato l’evento alle autorità perché ci pos- sa essere una giusta analisi del caso che porti alla definizione della diagnosi del- la causa di morte. Verrà fatta anche una valutazione interna per l’approfondimen- to diagnostico come è la prassi per eventi critici”. Quando la donna è arrivata in ospedale il feto era già morto e i sanitari le avevano indotto il travaglio “secondo modalità regolari”.

“Quando si sono rotte le membrane amniotiche - ha raccontato il primario -

ha avuto un arresto cardiocircolatorio” ed “è stata immediatamente rianimata”: il parto è avvenuto ma la paziente è morta.

La 34enne, ha riferito Ciavattini, soffriva di diabete gestazionale. Potrebbe essere stata questa patologia, secondo i medici, ad aver concorso, in caso di man- cata sottoposizione a cure adeguate, al decesso prematuro della bimba. Ipotesi che potranno trovare un conforto solo dai responsi dell’autopsia disposta dalla Pro- cura sul corpo della donna ed eventualmente anche del feto.

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