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Muore la stilista Sonia Rykiel


MODA/PIONIERA DELLA LIBERAZIONE DEL CORPO FEMMINILE, AVEVA INVENTATO IL «DEMODÈ»


PARIGI. Il mondo della moda francese piange Sonia Rykiel, la signora della maglieria e della moda fatta per adattarsi al corpo delle donne, morta a 86 anni dopo una lunga lotta contro il parkinson. "Era una donna libera, una pioniera che ha saputo tracciare la sua vita", ha commentato in una nota il presidente francese Francois Hollande, che nel 2013 l'aveva nominata Grande ufficiale dell'Ordine nazionale di merito. "Ha inventato non solo una moda, ma un atteggiamento - dice ancora - un modo di vivere e di essere, e offerto alle donne una libertà di movimento". Chiaro riferimento alla sua filosofia della 'demodè’, in cui sono gli abiti ad adattarsi al corpo femminile e devono saper far sentire chi li indossa a proprio agio, figlia della primavera del 1968 di cui fu parte attiva e iconica, dalla sua prima boutique in rue de Grenelle, non lontano dai luoghi della contestazione studentesca. A renderla celebre, fin da quei primi passi sulla rive gauche di Parigi, sono i morbidi e colorati capi di maglieria, con le fantasie geometriche e i rigati orizzontali che diventeranno uno dei suoi marchi di fabbrica, e un sapiente uso del nero. Ma anche il costante miscuglio tra moda e letteratura, che ha dato origine ai pullover arricchiti da slogan immortalati su una copertina di Vogue nel 1991. "Non ho mai potuto separare la letteratura dalla moda, fa parte della stessa storia", amava dire Sonia Rykiel, che esponeva regolarmente i suoi volumi preferiti nel suo negozio, e spesso si era cimentata nella scrittura di pièce teatrali. Parigi, e il boulevard Saint-Germain di cui le sue vetrine erano grandi protagoniste, ricorderanno le sue sfilate lontane dal protocollo, con modelle sorridenti, dall'aria spensierata, che a tratti sembravano danzare più che camminare in passerella. La frangetta rosso vivo che ha incorniciato il suo volto dai profondi occhi verdi fin dagli anni Sessanta. La sua creatività che si rifiutava di cedere al diktat delle tendenze, capace di trasformare maglioni e abiti tricot in pezzi di alta moda, ricercati da icone di stile come Brigitte Bardot e Audrey Hepburn. Negli ultimi vent'anni, la creatrice aveva fatto qualche passo indietro nella gestione delle griffe che portano il suo nome. La direzione artistica è passata prima alla figlia Nathalie, nel 1995, e poi, due anni fa, alla giovane stilista Julie de Libran, passata prima per maison di spicco come Ferré, Valentino e Vuitton. Mentre la maggioranza della socie- tà, una quota dell'80%, è stata ceduta nel 2012 al gruppo Fung Brands, diHong Kong.


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