“Muro per ora ultima ipotesi”
- Redazione
- 6 lug 2019
- Tempo di lettura: 2 min
TRIESTE/SALVINI DECISO SULL’IMMIGRAZIONE, MA È NO ALLO STOP DI SCHENGEN
di Alice Fumis

TRIESTE. L’ipotesi di innalzare un “muro” all’estremo nordest, al confine tra Italia e Slovenia, rimane per ora solo “l’ultima ipotesi”. Neanche la convenzione di Schengen verrà sospesa: la decisione al momento non rientra nei piani del governo. Prima bisognerà attendere e valutare i risultati dei pattugliamenti congiunti della polizia italiana e slovena cominciati lunedì lungo il confine. Ma la linea del Viminale per arginare l’immigrazione irregolare non cambia: anche i confini via terra - ha assicurato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in visita a Trieste - come quelli via mare, saranno controllati “con ogni mezzo possibile”. Perché “sono sacri e inviolabili”. Si comincia con “più uomini”: “Contiamo di riuscire a portare in dote a Trieste - ha detto il leader del Carroccio - 40 uomini delle forze dell’ordine in più, tra polizia e operazione Strade Sicure”. Una misura “temporanea”, in aggiunta al potenziamento previsto per gli agenti di polizia dal piano nazionale. E poi si guarda anche alla collaborazione degli altri Paesi della ‘Rotta balcanica’, a cominciare dalla Croazia. Ieri mattina Salvini ha contattato gli omologhi sloveno e croato: “Con il collega croato abbiamo ipotizzato contatti fra polizia italiana, slovena e croata per pattugliamenti congiunti in territorio sloveno e croato”. Previsti incontri bilaterali a Helsinki il 18 luglio, a margine della riunione dei ministri Giustizia e Affari Ue. Un calendario cadenzato, quello presentato dal vicepremier, per il quale chiede una collaborazione dell’Ue e di Frontex, “più con- creta, più efficiente, più visibile”. L’occasione per la visita del leader della Lega a Trieste - e con lui quella del ministro degli Esteri magiaro, Peter Szijjarto - è stata la vendita di un’area del Porto a una società pubblica ungherese, e protocolli di legalità e rimpatri assistiti. Ma anche un primo bilancio, con il governatore Fvg e collega di partito, Massimiliano Fedri- ga, dei pattugliamenti congiunti al confine (“20-30 gli ingressi irregolari riscontrati nella settimana”, ha detto Salvini) e dei numeri finora “in calo” dei richiedenti asilo in Fvg (“mille in meno sul 2018”). Negli ultimi giorni l’ombra di un possibile ‘muro’ al confine con la Slovenia ha sollevato diverse preoccupazioni tra i residenti, sfociate oggi in proteste. Già dal mattino, la rete ‘Trieste Antifascista, Antirazzista e Antisessista’ ha manifestato in piazza Libertà contro le barriere, e nel pomeriggio è scesa di nuovo in piazza. Sit in di protesta anche ai valichi di confine di Trieste, promossi dal Pd: Chi vive in queste aree, ha detto il vice- presidente del Consiglio regionale Fvg Francesco Russo, “non vuole più essere sigillato dentro un confine innaturale”. In serata è prevista a Gorizia una manifestazione a piazza Transalpina, al confine con la Slovenia. Alcuni contestatori hanno manifestato il loro dissenso accompagnando con una serie di cori l’arrivo di Salvini in piazza Unità. Dissensi, contrastati da incoraggiamenti dei sostenitori. Ma il vicepremier non desiste. Qualora il pattugliamento congiunto “non fosse sufficiente prenderemo in ipotesi qualsiasi altra soluzione”
















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