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Napoli, presi i baby-killer

  • 18 mar 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

SONO TRE MINORENNI GLI AUTORI DELLA BRUTALE AGGRESSIONE A UN VIGILANTE


NAPOLI. Un padre di famiglia, un onesto lavoratore, una guardia giurata brutalmente aggredita da tre ragazzini che gli volevano rubare la pistola per venderla e ricavare 5-600 euro. Un’arma che non sono riusciti a trovare e che la vittima, Francesco Della Corte, 51 anni, morto nei giorni scorsi in ospedale, ha difeso anche quand’era a terra rantolante.

Autori di quella che il questore di Napoli, Antonio De Iesu, ha definito, “un evento crudele, abietto e drammatico”, accaduto la notte dello scorso 3 marzo, sono stati due 16enni e un 17enne, sottoposti a fermo, venerdì sera, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura dei Minorenni.

“Un branco di lupi - li ha definiti De Iesu - che hanno atteso l’agnello”, per poi colpire senza pietà. Della Corte, morto dopo una lunga agonia, la notte tra giovedì e venerdì scorsi, è stato vittima di un vero e proprio agguato paramilitare: i tre lo hanno atteso nei pressi della stazione della metropolitana di Piscinola e poi lo hanno colpito più volte alla testa, con il piede di un tavolo da cucina in legno trovato in strada, fino a ridurlo in fin di vita. La vittima è stramazzata al suolo: hanno cercato di trovare la sua pistola, anche nella sua vettura, ma senza trovarla.Alla fine sono sono stati costretti a fuggire. Della Corte è stato poi trovato inginocchiato, qualche ora dopo, da una pattuglia della polizia.

L’aggressione estremamente brutale, è stata ripresa dai sistemi di video sorveglianza ma le immagini non consentivano agli inquirenti l’individuazione dei responsabili. Grazie al fiuto di poliziotti che ogni giorno combattono la camorra si è trovato il bandolo della matassa: da quei video è stata isolata una sequenza, la particolare andatura di uno dei tre giovani, che dovevano essere per forza residenti nella zona.

Poi, con questi dati a disposizione, e un particolare sulla capigliatura di uno dei tre, lo “sbirro” di quartiere è riuscito a isolare il soggetto e i suoi complici. Prelevati e portati dal magistrato Ettore La Ragione, della Procura dei Minori,

davanti ai genitori e ai loro avvocati hanno ammesso le proprie responsabilità: provengono da famiglie umili; i loro genitori sbarcano il lunario e tirano avanti come possono. I tre, invece, tutti incensurati, non vanno a scuola e trascorrono il loro tempo in giro per il quartiere, fino a notte fonda. Ora sono chiusi nell’istituto penale minorile di Nisida.

La tragica morte di Della Corte ha messo in moto la macchina della solidarietà: l’azienda per la quale lavorava, la Security Service, si è resa disponibile a sostenere la famiglia in ogni modo possibile.Analoga iniziativa anche da parte della Regione Campania.

“L’Eav - fa sapere il governatore della Campania Vincenzo De Luca - farà partire una raccolta fondi per dare un segno concreto. La Regione sarà la prima nel dare un contributo”.

Ilquestore di Napoli ha anche annunciato di voler introdurre le guardie giurate nel meccanismo che tutela la sicurezza di Napoli, con il progetto “Mille occhi sulla città”.

Grande dolore per amici e parenti di Della Corte, stimato da tutti. Onesto lavoratore, aveva una grande passione: un orto al quale teneva tanto. La moglieAnnamaria, che da due giorni attende le venga resa la salma ancora sotto sequestro nell’obitorio del Nuovo Policlinico, non si dà pace e chiede giustizia per il marito: “Non può finire così. Franco deve avere giustizia, solo giustizia. E io farò di tutto perché non sia dimenticato”. Domani l’autopsia.


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