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Navalny: disertate le urne



RUSSIA/IL 18 MARZO LE PRESIDENZIALI. NUOVO APPELLO DEL BLOGGER ANTI-PUTIN

MOSCA. Il 18 marzo in tutti gli 11 fusi orari in cui è divisa la Russia si apriranno le urne per il rito delle elezioni presidenziali. Non che ci sia chissà quale suspense. Vladimir Putin corre per il quarto mandato - i termini ora sono sei anni - e sicuramente si assicurerà il controllo del Cremlino fino al 2024. L’unica incognita è l’affluenza. Se, infatti, i sondaggi danno stabilmente Putin in vantaggio con gradimenti superiori al 70%, i russi - e si è visto alle ultime parlamentari del 2016 - hanno perso interesse per la cabina elettorale. E come dar loro torto. Tra i sette sfidanti dello “zar” figurano volti stranoti, come Vladimir Zhirinovsky dei Liberaldemocratici (che di liberale hanno solo il nome) e Grigory Yavlinsky, eterno candidato del socialdemocratico Yabloko sin dagli anni Novanta, oppurenuovelevedalpedigreeincerto.Peresempio Ksenia Sobchak, la Paris Hilton russa figlia del padrino politico di Putin, autonominatasi candidata dell’opposizione. Oppure Pavel Grudinin, ricco imprenditore e centravanti del Partito Comunista - che non fa nemmeno parte del partito ma che, grazie al suo stile “bomba stico”, ne ha risollevato le sorti e segue Putin nei sondaggi, benché a una distanza siderale. Il convitato di pietra è naturalmente lui,Alexei Navalny, il blogger-oppositore escluso dalla tornata elettorale a causa di guai giudiziari fabbricati, dice, ad arte. Navalny ha lanciato un appello in cui ha chiesto ai russi di disertare le urne così da colpire la legittimità di queste elezioni. Il Cremlino sa che questo è il suo fianco scoperto ed è corso ai ripari inviando “specialisti” nelle regioni per aiutare le amministrazioni locali a raggiungere il target d’affluenza prefissati.Trai“trucchi”escogitati - secondo Kommersant - figurano gare di selfie ai seggi, test attitudinali per i ragazzi e uno stuolo di mini-referendum consultativi sui progetti di rigenerazione dei quartieri. Sui social e sul web, hanno iniziato a circolare video promozionali che incitano a recarsi alle urne facendo leva su paure (assurde) e istinti vari (generalmente bassi). Come quello della ragazza che in discoteca rimorchia un coetaneo e sul più bello gli chiede se andrà a votare; a risposta negativa lo pianta in asso rimarcando sprezzante “allora non sei un adulto”. Oppure, il più condiviso, quello dell’uomo che impedisce alla moglie di mettere la sveglia per andare a votare sostenendo che tanto “non serve a nulla”. Al suo risveglio si ritrova in un mondo “distopico”: alla porta bussano i militari - e fra di loro c’è un soldato nero - e gli intimano di prepararsi poiché è stata introdotta la leva per gli adulti, suo figlio gli chiede 4 milioni di rubli per pagare le spese scolastiche (una cifra pazzesca, da inflazione fuori controllo) e in cucina si ritrova un ragazzo omosessuale, che una nuova legge gli impone di ospitare finché non trova un nuovo partner. L’uomo, svegliatosi di soprassalto, si getta al seggio. Insomma, via i guantoni e soprattutto giù con il mantra “la stabilità è sacra”. Putin nel mentre fa il presidente, non prende parte a dibattiti tv, centellina forze e apparizioni pubbliche; quando si concede esorta il popolo ad essere “una squadra”, mostra armi nuovissime ricordando al mondo che la Russia è “una potenza nucleare” e promette un futuro radioso per “figli e nipoti”. L’attenzione dunque è già al dopo: assicurata la rielezione - senz’altro con affluenza consona, vicina al 70% - si procederà a rinnovare i vertici del potere, passaggio chiave per capire se i tempi sono maturi per affrontare il tema della successione (e come). Nemmeno Putin, d’altra parte, è eterno


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