Negati i funerali pubblici
- Redazione

- 10 ago 2019
- Tempo di lettura: 3 min
ULTRÀ LAZIO UCCISO/IL QUESTORE GIUDICA PERICOLOSO PER LA SICUREZZA LE ESEQUIE DI DIABOLIK

ROMA. Gravi pregiudizi per l'ordine e la si- curezza pubblica. E così il funerale di Fabri- zio Piscitelli dovrà essere celebrato in forma strettamente privata. In sostanza, ha deciso il questore di Roma, no ad un rito che po- trebbe trasformarsi in un problema di ordine pubblico visto che Diabolik era un "esponente di rilievo" della tifoseria della Lazio, "fondatore" del gruppo degli Irriducibili.
Per il questore della capitale, Carmine Esposito, infatti, "il rito funebre celebrato in forma pubblica, con grande risalto mediati- co, potrebbe determinare gravi pregiudizi per l'ordine e la sicurezza pubblica". Ma la fami- glia non ci sta e annuncia il ricorso al Tar per ottenere un funerale pubblico.
Allo stato, il rito funebre è previsto per le sei di mattina (ore italiane) del 13 agosto al- l'interno del cimitero Fla- minio. "Proveremo a ot- tenere i fune- rali anche a settembre, anche per- ché a parte Riina e Pro- venzano non ricordo provvedi- menti simili per altre per- sone", ha detto il legale della famiglia di Diabolik, Marco Marronaro. Intanto, sul fronte delle indagini potrebbero arrivare dai tre telefoni cellulari che ave- va con se Piscitelli il pomeriggio in cui è sta- to ucciso con un colpo alla nuca in un parco di Roma, elementi determinanti per indirizza- re una ipotesi investigativa piuttosto che un'altra. È la speranza, l'obiettivo degli inve- stigatori che sono al lavoro su tre smartpho- ne per cercare di ricostruire le ore precedenti all'omicidio. Tra i contatti, nelle chat, potrebbe, infatti, esserci il nome della persona che diede appuntamento a Diabolik.
Un accordo per vedersi nel tardo pomeriggio del 7 agosto alla panchina del parco degli Acquedotti, poi rivelatosi una trappola per l'ex storico capo ultras della Lazio. "Era una figura centrale nell'attività di spaccio di cocaina su larga scala a Roma", ribadiscono i magistrati della Direzione distrettuale anti- mafia di piazzale Clodio parlando di Piscitelli che risultava iscritto nel registro degli inda- gati in una indagine sul traffico di sostanze stupefacenti. Accordi che Piscitelli aveva allacciato da anni con vari gruppi criminali che volevano espandere l'attività di spaccio soprattutto nell'area Nord della Capitale. Gruppi organizzati che fanno capo alla ca- morra, col boss Michele Senese ma anche agli albanesi, così come compare nelle carte di Mafia Capitale relativamente alla "Batteria di Ponte Milvio", di cui, secondo gli inquirenti, Piscitelli era punto di riferimento.
Anche ieri, sono proseguite le audizioni di testimoni. Tra le persone ascoltate anche la moglie e la sorella di "Diabo". Al momento, però, dalla cerchia dei familiari e amici più
stretti non sarebbe arrivato alcun elemento utile alle indagini. "Piscitelli a detta dei testi- moni non ha ricevuto alcuna minaccia di morte", aggiungono gli inquirenti e questo sarebbe avvalorato dal fatto che non ultimi giorni Diabolik non ha mutato le sue abitu- dini. Ascoltato più volte dagli uomini della Squadra mobile il cittadino cubano che da circa dieci giorni accompagnava Piscitelli come autista. Diabolik non poteva guidare l'auto perché sottoposto in passato a misu- ra di prevenzione. L'uomo ha fornito una ri- costruzione di quanto avvenuto.
Secondo quanto accertato il killer, in te- nuta da runner per non dare nell'occhio, ha compiuto una azione da "professionista". Il colpo di pistola alla nuca, l'unico esploso, è stato sparato a bruciapelo: una azione fulmi- nea messa in atto in pochi instanti prima di far perdere le proprie tracce forse verso qual- cuno che lo stava attendendo in moto.
















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