Nei guai il nunzio a Parigi
- Redazione
- 16 feb 2019
- Tempo di lettura: 2 min
MONS. VENTURA AVREBBE FATTO LA “MANO MORTA” A UN IMPIEGATO

PARIGI. E’ finito nei guai mons. Luigi Ventura, nunzio apostolico in Francia, l’ambasciatore del Papa Oltralpe: la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta su di lui - che però è protetto dall’immunità diplomatica - per molestie sessuali, diversi tentativi di “mano morta” (come riferisce Le Monde nella sua ricostruzione) nei confronti di un dipendente del Comune di Parigi. Stando a quanto riferisce il quotidiano, i fatti che vedono coinvolto mons. Ventura, 74 anni, nato a Borgosatollo in provincia di Brescia, risalgono allo scorso 17 gennaio, giornata della tradizionale cerimonia durante la quale la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, riceve per gli auguri nel salone delle arcate dell’Hotel de Ville le autorità civili, diplomatiche e religiose. Tutti i massimi rappresentanti delle principali confessioni religiose sono presenti ogni anno, così come i rappresentanti diplomatici ma il nunzio apostolico, soprattutto in passato, ave- va un ruolo particolare. “La nunziatura apostolica - spiega a Le Monde l’assessore per le relazioni internazionali del Comune, Patrick Klugman - è la più antica rappresentanza in Francia. A lungo, il nunzio, decano del corpo diplomatico saliva sul pulpito e pronunciava un discorso. Dall’elezione di Anne Hidalgo, si limita ad accompagnare la sindaca dal suo ufficio fino al salone”. Fin qui, il ruolo di mons. Ventura è stato in linea con le aspettative. Ma il religioso sarebbe andato oltre quando “a più riprese” la sua mano è andata a toccare un giovane della delegazione generale del Comune di Parigi per le Relazioni internazionali, che quel giorno era stato incaricato di accogliere il prelato. Il giovane ha 26 anni e ha de- nunciato ai suoi superiori - scrive Le Parisien - che mons. Ventura lo avrebbe per due volte toccato sul fondo schiena: una prima volta l’ingresso del Comune, quando il prelato avrebbe detto all’incaricato di accoglierlo che lo trovava “un bel ragazzo”. E una seconda volta, nell’ascensore, quando il nunzio ha rivolto al dipendente comunale una serie di domande sulla sua vita personale. La nunziatura apostolica a Parigi non ha fatto nessun commento, dal Vaticano la Santa Sede indica di aver appreso i fatti “dalla stampa”, nonostante la procura di Parigi abbia ricevuto la denuncia del Comune il 23 gennaio e abbia subito aperto un’inchiesta. “La Santa Sede - ha detto il direttore ‘ad interim’ della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti - rimane in attesa del risultato delle indagini”. Su questo punto, però, si aprono diversi interrogativi, in particolare sul tema dell’immunità diplomatica che protegge anche la funzione di nunzio ricoperta da mons. Luigi Ventura. Nel caso di reati gravi e ripetuti, il protocollo diplomatico prevede diversi provvedimenti, dal semplice “av- vertimento” alla dichiarazione di “persona non grata”. I diplomatici sono protetti dalla Convenzione di Vienna che ne garantisce l’inviolabilità personale e della loro famiglia, oltre che del personale amministrativo e tecnico dell’ambasciata. Un ambasciatore, e quindi anche un nunzio apostolico, non può essere nè fermato né arrestato. Su di lui le indagini sono possibili soltanto dopo che il Paese che rappresenta avrà comunicato di rinunciare alla sua immunità.
















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