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Neonata trovata morta in una discarica

  • 6 nov 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


IL CADAVERINO RINVENUTO IN UN CENTRO RIFIUTI NEL VENEZIANO. DISPOSTA L’AUTOPSIA PER STABILIRE SE ERA NATA VIVA

MUSILE DI PIAVE (Venezia). La sua tomba è stata un sacchetto della spazzatura, abbandonato nel più completo anonimato: così è stato trovato il cadaverino di una neonata, scoperto causalmente in una ditta di trattamento rifiuti di Musile di Piave. La piccola aveva ancora un tratto del cordone ombelicale attaccato, segno che forse neppure per un istante la madre ha pensato di tenerla con sé. Quando il macchinario automatico che apre i sacchi conferiti ogni giorno alla Ecopatè - azienda veneziana specializzata nel trattamento e recupero di vetro cavo - è entrato in funzione, gli addetti non hanno creduto ai loro occhi vedendone uscire un corpicino umano. Un primo esame del cadavere, in cattivo stato, fa risalire la morte ad almeno una settimana fa. Ai Carabinieri spetterà ora il difficilissimo compito di partire dai pochi elementi a disposizione per cercare di comprendere, facendo un percorso a ritroso, da dove quel sacchetto provenga. Di certo si sa che è stato portato in discarica da un camion venerdì scorso e che la scoperta della neonata risale a sabato. Non potrà essere utile alle indagini neppure il sacchetto stesso in cui la bimba era stata gettata perché di quell'involucro non è rimasta traccia, distrutto automaticamente dal macchinario nella fase di lavorazione. Alla Ecopatè di Musile giungono ogni giorno decine di camion di rifiuti provenienti da tutte le province venete (con eccezione di Verona), ma anche da Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, oltre che da altre parti d'Italia. Il primo passo per accertare forse la verità verrà dalla lettura dei documenti che accompagnano tutti i conferimenti in discarica. Qualche elemento in più si attende poi dall'autopsia che sarà disposta oggi dal pm veneziano Elisabetta Spigarelli. In mancanza di una pista precisa che suggerisca chi possano essere i genitori della piccola o in quale regione ci si debba indirizzare che risalire all'accaduto, i Carabinieri si affidano a chi può aver visto qualcosa. L'appello lanciato ieri dai militari della compagnia di San Donà che conducono le indagini insieme ai colleghi del Noe è rivolto a chiunque sia in grado di fornire informazioni utili. La notizia del ritrovamento ha sconvolto gli abitanti di Musile, come testimonia il sindaco, Silvia Susanna. "L'azienda tratta rifiuti che arrivano da diverse zone d'Italia - sottolinea - e quindi il piccolo corpicino potrebbe non provenire da Musile e neppure dal Sandonatese". Quanto accaduto "deve far riflettere - conclude il sindaco di Musile, offrendo l'aiuto della cittadinanza alla indagini - soprattutto se legato ad eventuali disagi sociali di cui ancora non siamo a conoscenza".


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