Neonato abbandonato al cimitero: “Giorgio” sta bene
- Redazione
- 25 apr 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Rosolina (Rovigo)/Piccolo lasciato in una borsa subito dopo la nascita

ROVIGO. Lo hanno chiamato "Giorgio", come l'infermiera che lo ha preso per prima in braccio, urlante, salvandolo dalla morte poco dopo essere dato alla luce e abbandonato, nudo, dentro una borsa in un'area ecologica. È insieme triste e gioiosa la storia che ha coinvolto ieri i professionisti del Suem 118 provinciale dell'Azienda Ulss 5 polesana, i carabinieri del Comando di Adria e una signora ultrasettantenne a Rosolina, località costiera della provincia di Rovigo. Il piccolo, pesante poco meno di tre chili, lungo 47 centimetri, era rinchiuso all'interno di una borsa sportiva nei pressi di un bidone dell'immondizia e a una fontanella, poco fuori del cimitero di Rosolina, ed era nato da meno di tre ore. Un'anziana che si stava recando al cimitero, intorno alle ore 9.30, ha udito i suoi vagiti e si è spaventata; non sapendo come comportarsi, ma intuendo di che cosa si trattasse, ha chiamato il 118 e i carabinieri. In appena otto minuti è arrivata un'ambulanza: i sanitari hanno prelevato dal bidone la sacca - un porta racchette da tennis di colore rosso - scoprendo il neonato, con placenta e meconio ancora addosso. Si muoveva e aveva un bel colorito roseo. Non è da escludere che la madre lo avesse partorito nelle vicinanze, prima di disfarsene. Dopo i test per capire le condizioni di salute è stato pulito e riscaldato. L'infermiera, Giorgia Cavallaro, ha coperto subito il piccolo che era cianotico, in condizioni di ipotermia nonostante la giornata tiepida. Il timore era che il piccolo fosse già morto ma "per fortuna - ha riferito il medico Anna Tarabini - quando siamo arrivati abbiamo sentito il primo vagito poi ci siamo accertati che stava bene, l'abbiamo asciugato e riscaldato, incominciava ad avere un principio di ipotermia alle mani e ai piedi. È stata una gioia incredibile. Ma dall'altro lato c'è anche lo sconforto: quel bambino è stato abbandonato". "L'ho preso in braccio - ha riferito Giorgia - lui ha aperto gli occhi, mi ha guardato, gli ho fatto una carezza sul minuscolo viso, lui ha cercato subito con la bocca il mio dito. Aveva fame. E per tutto il viaggio ha succhiato il mio dito, mentre me lo tenevo stretto al petto. Non lo ha lasciato più". E 'Giorgio' ha poi fatto la sua prima poppata abbondante in ospedale, accudito da medici e infermieri in Neonatologia. I carabinieri del Nucleo investigativo di Rovigo informata l'autorità giudiziaria, hanno avviato le indagini per rintracciare la madre del piccolo Giorgio.
















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