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“Nessun litigio su Genova”


COMMEMORAZIONE AD UN MESE DALLA TRAGEDIA. CONTE SUL COMMISSARIO: “SARÀ BRAVISSIMO”


ROMA. Il decreto per Genova non è fatto di fogli bianchi, ma è pieno di "misure concrete". Il presidente del consiglio Giuseppe Conte allontana le polemiche e difende il provvedimento uscito dal Consiglio dei Ministri senza il nome del commissario né l'indicazione su chi dovrà ricostruire il ponte crollato. Autostrade resta fuori dai giochi e il commissario arriverà a giorni, assicura il premier.

Intanto, il sindaco di Genova Marco Bucci, il cui nome è circolato insieme a quello del Governatore ligure Giovanni Toti, ribadisce la propria disponibilità nel caso venisse chiamato. Nel giorno in cui Genova ricorda le vittime del crollo avvenuto un mese fa, il Governo cerca di smussare le critiche piovute sull'atteso decreto con le misure per aiutare la città e i suoi abitanti a ripartire. "Oggi non mi limito a rendere una testimonianza, avevo anticipato che non sarei venuto a mani vuote. Ho portato dei fogli, sono fogli bianchi? No, sono pieni di fatti, di misure concrete", sottolinea Conte partecipando alla commemorazione del crollo.

E smentisce anche le tensioni in CdM tra M5s e Lega che avrebbero fatto saltare l'inserimento nel decreto del commissario e l'indicazione su chi ricostruirà: "Qualcuno ha detto che siamo stati a litigare al Cdm, no siamo stati ad operare per confezionare questo decreto".

A rassicurare sulla coesione dell'esecutivo è anche il Ministro delle Infrastrutture, il grillino Danilo Toninelli (non c'è stato "nessun litigio", il decreto è stato "condiviso" dal Governo), che si è dovuto difendere anche da una polemica sui social network per una foto che lo ritrae sorridente accanto

al plastico del Ponte Morandi a Porta a Porta: "chi usa una innocua fotografia" per far credere che non ho sofferto per Genova, "è solo un burattino al soldo di chi finanzia certa stampa", tuona il Ministro annunciando l'arrivo dell'obbligo di pubblicare i nomi di chi finanzia le testate. Genova attende, intanto, il nome del commissario che "sarà uno bravo, sarà bravissimo", assicura Conte e arriverà a giorni (con un decreto del Presidente del consiglio) e avrà "pieni poteri". Anche per questo il premier ha incontrato il sindaco Bucci e il Governatore Toti, che ha chiesto di avere voce sulla nomina. E il cui nome è stato invocato in coro da una piccola parte della piazza dove parlava il premier. Bucci, da parte sua, si è già detto disponibile: "Non me lo hanno chiesto, ma se lo chiedono mi tiro su le maniche e mi darò da fare". Sulla ricostruzione, invece, il Governo conferma il proprio 'no' ad Autostrade (pagherà ma non metterà "neanche un sassolino", dice Toninelli), cheanche giovedì si era candidata a fare l'opera insieme a Fincantieri sul progetto di Renzo Piano nel minor tempo possibile: "Non abbiamo ceduto al ricatto di offrire ad Autostrade la ricostruzione - ha sottolineato Conte -, lo faremo a spese di Autostrade ma la procedura per la revoca della concessione resta in piedi e si completerà".

Intanto, hanno fatto tutti scena muta davanti ai magistrati i primi quattro indagati convocati in procura ieri nell'ambito dell'inchiesta sul crollo di ponte Morandi. In mattinata si sono presentati al nono piano del palazzo di giustizia Salvatore Bonaccorso e il professore Antonio Brencich, mentre nel pomeriggio è stata la volta di Mario Servetto e Giuseppe Sisca.

I quattro facevano parte del comitato tecnico del Provvedi

torato delle opere pubbliche che il primo febbraio diedero l'ok al progetto di retrofitting (i lavori di rinforzo delle pile 9 e 10 del viadotto). Secondo i pm Massimo Terrile e Walter Cotugno, il comitato tecnico oltre a valutare la bontà del progetto di retrofitting doveva verificare pure se il ponte era in buone condizioni e sollecitare approfondimenti. I nuovi interrogatori sono stati fissati per il 24, il giorno prima dell'inizio dell'incidente probatorio.


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