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“Nessun muro tra di noi”

MIGRANTI/ITALIA E SLOVENIA NON VOGLIONO PASSARE A MISURE PIÙ DRASTICHE



ROMA. Nessun muro o barriere al confine tra Italia e Slovenia. Quest’ultima respinge qualsiasi ulteriore misura per rafforzare il pattugliamento dei confini con il nostro Paese. A chiarirlo, nell’incontro a Trieste con il governatore friulano Massimo Fedriga, è il Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, che plaude ai pattugliamenti congiunti lungo il confine e alla collaborazione, ma chiude ad altre ipotesi più drastiche sul contrasto all’immigrazione illegale. “Al governatore Fedriga ho detto che due paesi vicini, due paesi europei che sono entrambi aderenti a Schengen non debbono adottare altre misure: non sono necessarie e opportune visto che possono ostacolare la libera circolazione delle persone su questo confine e territorio - sostiene Pahor - Le pattuglie miste italo slovene introdotte di recente sono già un buon strumento e non incidono sugli ottimi rapporti di vicinato e di comprensione che rappresentano i nostri rapporti bilaterali”. Resta essenziale, per il Friuli Venezia Giulia, sviluppare, con la vicina Repubblica di Slovenia, “strategie sempre più efficaci sui numerosi fronti comuni che interessano le due realtà, a iniziare dalla lotta all’immigrazione illegale”. La Regione fa sapere comunque che quello tra Fedriga e Pahor - che si è tenuto a margine delle celebrazioni del 99esimo anniversario dell’incendio del Na- rodni Dom a Trieste - è stato un incontro “breve ma estremamente cordiale”. La questione dei migranti prosegue in queste ore, con un nuovo dramma, sul fronte del Mediterraneo: è salito a 72 il numero di corpi rinvenuti a seguito del naufragio di un gommone, con a bordo oltre 80 migranti, avvenuto lo scorso primo luglio al largo delle coste tunisine di Zarzis. Dopo l’ennesima tragedia, il tema torna ad agitare la politica e non solo. “Stiamo attenti perché se ci chiudiamo non risolveremo neanche i nostri problemi ma li aumenteremo”, ha detto il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin. Per il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, “serve una coalizione di volenterosi per concordare un meccanismo di distribuzione vincolante” dei migranti che arrivano in Europa attraverso il Mediterraneo. Il numero uno del Viminale, Matteo Salvini, è invece tornato sulla vicenda Sea Watch e le polemiche sulla premiazione della comandante Carola Rackete da parte del Comune di Parigi. “Eppure la Francia aveva ignorato le richieste della nave ong. E più di una volta. Niente porto sicuro e zero risposte alle mail di Rackete”, riferiscono fonti del ministero dell’Interno mentre Salvini parla di “ipocrisia francese” e aggiunge: “si schierano con una ong che fa politica in Italia e con una persona che ha speronato una motovedetta della Guardia di Finanza mettendo a rischio la vita dei militari italiani, come il più facinoroso dei gilet gialli”.

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