top of page

“Nessuna tregua è possibile”


SIRIA/OLTRE 100 CIVILI UCCISI IERI, DE MISTURA PARLA AL CONSIGLIO DI SICUREZZA


BEIRUT. Oltre cento civili sono stati uc- cisi anche ieri nei bombardamenti in Si- ria, e l’Onu avverte che i combattimenti si stanno riaccendendo praticamente in tutto il Paese. Mentre continua la tragedia del- la popolazione, ad Astana sono tornati a riunirsi i ministri degli Esteri dei cosid- detti Paesi ‘garanti’ delle zone di de-esca- lation decise lo scorso anno, cioè Russia, Iran e Turchia, che hanno espresso un im- pegno comune per ridurre la violenza e garantire l’integrità territoriale del Paese. Per l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, che ha parlato in videoconferen- za con il Consiglio di Sicurezza, ormai “non c’è alcun cessate il fuoco di cui si possa parlare”.

Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), almeno altre 72 persone sono state uccise in raid compiu- ti su due città della Ghuta orientale, Kafar Batna e Saqba, dalle forze siriane e russe. Ma da Mosca il ministero della Difesa ha definito una ‘fake news’ la partecipazio- ne dei jet russi ai raid.

L’Ondus fornisce anche un bilancio di altri 27 civili uccisi dai bombardamenti nell’enclave curda di Afrin, nel nord-ovest del Paese, dove dal 20 gennaio è in corso un’offensiva delle forze speciali turche e di milizie ribelli loro alleate contro le forze curde dell’Ypg.

Una portavoce delle Nazioni Unite ha lanciato un allarme per le condizioni del- la popolazione nella città di Afrin - capo- luogo dell’omonima regione - dove scarseggiano i generi di prima necessità, e ha accusato i miliziani curdi di impedire ai civili di andarsene.

Aerei turchi, intanto, hanno lanciato volantini su Afrin invitando le milizie Ypg ad arrendersi.

E il presidente Recep Tayyip Erdogan ha affermato che ormai i tre quarti del- l’enclave sono stati strappati ai combat- tenti curdi. Nella Ghuta orientale, secondo de Mistura, la popolazione continua a vivere in quello che il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha definito qualche giorno fa un “inferno sulla terra”. Proprio Guterres si è detto “profondamen- te preoccupato”, invitando il Consiglio di Sicurezza ad “adottare misure concrete per porre fine urgentemente a questa tragedia”, dopo la mancata applicazione di una riso- luzione che il 24 febbraio scorso aveva chiesto una tregua di almeno 30 giorni. I bombardamenti e i combattimenti che pro- seguono nella Ghuta contrastano con le assicurazioni date dal ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, secondo le quali le forze siriane e russe avrebbero esteso un presunto cessate il fuoco per il tempo necessario a fare uscire dalla Ghuta i civili che lo vorranno.

In realtà la situazione appare calma solo a Duma, la principale città dell’en- clave, nel nord, mentre gli scontri prose- guono a sud, dove l’esercito ha detto di avere conquistato la cittadina di Jisrin.

L’ambasciatore siriano presso le Na- zioni Unite, Bashar al Jaafari, ha detto che sono 40.000 i civili che solo giovedì han- no potuto essere evacuati dalla Ghuta gra- zie a un corridoio umanitario aperto dalle forze governative, e ha affermato che i ci- vili nell’enclave sono usati come “scudi umani dai terroristi”.

Da Astana, infine, Lavrov ha messo in guardia gli Usa dal compiere attacchi con- tro Damasco sulla base di “pretesti”. Un riferimento evidente alle accuse degli in- sorti e di attivisti alle forze governative di usare armi chimiche.


Commenti


bottom of page