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New York e l’Italia più vicine



IN CORSO NELLA GRANDE MELA LA SETTIMANA DELL’ALTA CUCINA ITALIANA

NEW YORK. Diplomazia ma non solo. Fra l’Italia e New York c’è anche una partnership culinaria: è in corso nella Grande Mela la settimana dell’alta cucina italiana, coordinata dal Consolato Generale d’Italia proprio in partnership con New York, e in collaborazione - per la prima volta - con OpenTable, il motore di ricerca che ogni giorno orienta le scelte di migliaia di persone verso i ristoranti della scena culinaria Newyorkese. Una settimana scandita da numerose iniziative di alto livello che valorizzeran- no le eccellenze italiane e, come sottolineato dal console generale Francesco Genuardi serviranno a “promuovere anche l’identità culturale e innovativa del nostro Paese attraverso un gioco di squadra tra tutte le istituzioni del Sistema Italia a New York, insieme ad Ice ed Istituto Italiano di Cultura”. La serie di eventi si è aperta con una cena pugliese ospitata in un prestigioso ristorante di New York: in cucina lo chef Tommaso Sanguedolce del Castello di Ugento (una nuova struttura di ospitalità salentina che ha recentemente aperto una scuola di alta cucina, il Puglia Culinary Center) e la chef Odette Fada, che hanno collaborato con alcuni studenti della prestigiosa scuola di cucina newyorkese, Culinary Institute of America, con la quale il Castello di Ugento ha iniziato una fruttuosa ed importante collaborazione. Fra gli eventi in calendario anche una speciale e inedita cena di “conversazione” tra uno chef pugliese e uno giapponese su pesce crudo e sushi, ospitata presso il ristorante Armani della Quinta Strada. Ma anche una serata all’insegna della cucina autentica italiana con una selezione di piatti speciali e prodotti italiani d’eccellenza, organizzata da Ice New York in collaborazione con The Institute of Culinary Education. Nel fitto di calendario di eventi figura poi una conversazione dedicata all’innovazione dell’offerta italiana nel settore del Food di New York, invece ospitata presso la sede del Consolato Generale d’Italia a New York. E la proiezione di un estratto del documentario su “Gualtiero Marchesi - The Great Italian” presso l’Istituto Italiano di Cultura, seguito da una degustazione curata dai cuochi della Fondazione Gualtiero Marchesi presso la sede del Consolato Generale a Park Avenue. Ma anche la proiezione del video dei vincitori del concorso “La Resistenza in Cucina” promosso dallo Iace (ente gestore per la promozione della lingua italiana) e seguita da una cena di piatti tipici della cucina povera del dopoguerra presso l’Istituto Italiano di Cultura. Il tutto fa parte del più ampio programma di iniziative coordinate dall’Ambasciata Italiana a Washington e dedicate quest’anno alla Puglia. Il programma della Settimana della cucina italiana dal mondo, prevede oltre mille eventi in 120 Paesi con migliaia di chef. L’iniziativa è nata subito dopo Expo Milano 2015 come processo permanente di valorizzazione della cultura gastronomica italiana, degli autentici prodotti, della cultura dei territori di produzione per rafforzare i 41 miliardi di esportazioni messi a segno nel 2017 dal settore agroalimentare. Per il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Centinaio “la valorizzazione del Sistema Italia passa per la tavola, con l’agroalimentare che è componente essenziale del brand Made in Italy. I cuochi sono ambasciatori della nostra tradizione e capacità di innovazione, ma vanno promosse collabo- razioni con cuochi locali per far sì che il made in Italy sia a tavola. Negli ultimi dieci anni - ha sottolineato Centinaio - il valore dei cibi e del vino esportati è aumentato dell’80%. Ma la politica ha capito troppo tardi il valore della promozione integrata, ora la facciamo anche con l’accorpamento al Mipaaft del turismo. E lo facciamo coi i privati, e quando si lavora insieme non ce n’è per nessuno’’. Ora, ha sottolineato Centinaio, ‘’all’Onu va promosso il nostro stile di vita, salutare e strumento di longevità, affinché non si tocchino i prodotti made in Italy. L’Italia è il Paese delle eccellenze e dobbiamo essere orgogliosi dei nostri prodotti agroalimentari e del nostro regime alimentare. Siamo all’avanguardia anche sui controlli sul web ed esporteremo in Georgia il nostro sistema delle Dop’’


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