No alla cultura della morte
- Redazione

- 13 ago 2018
- Tempo di lettura: 3 min

PAPA FRANCESCO PARLA AI 90 MILA GIOVANI RIUNITI IN PIAZZA SAN PIETRO
CITTA’ DEL VATICANO. Per fare il giro con la ‘papamobile’ tra i 90 mila giovani da tutta Italia che ieri lo hanno stretto nel loro abbraccio in Piazza San Pietro, il Papa deve ‘sconfinare’ dal Vaticano e percorrere anche Via della Conciliazione, salutato e acclamato dalla folla. Un’entusiastica e pacifica ‘invasione’, quella dei ragazzi e ragazze giunti in pellegrinaggio da 195 diocesi italiane su 226 per l’incontro pre-Sinodo voluto dalla Cei, che ha fatto seguito alla veglia con Fran-cesco di sabato sera al Circo Massimo e che li ha visti in tanti, dopo la Notte Bianca nelle chiese romane, dormire in terra, all’alba di stamane, nella zona attorno a San Pietro. A chiusura della festosa due-giorni, all’Angelus il Papa ha conferito ai giovani italiani il mandato missionario e benedetto i doni che porteranno alla Gmg di Panama del prossimo gennaio: il Crocifisso di San Damiano e la Statua della Madonna di Loreto. E soprattutto ha affidato loro sollecitazioni morali di forte significato. “Rinunciare al male significa dire ‘no’ alle tentazioni, al peccato, a satana. Più in concreto significa dire ‘no’ a una cultura della morte, che si manifesta nella fuga dal reale verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro. A tutto questo, ‘no’!”, ha detto Bergoglio, per cui “il cristiano non deve essere ipocrita, deve vivere in maniera coerente”. “Oggi vi esor- to ad essere protagonisti nel bene!”, il suo richiamo. “Non sentitevi a posto quando non fate il male; ognuno è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto”. “Non basta non odiare, bisogna perdonare - ha aggiunto -; non basta non avere rancore, bisogna pregare per i nemici; non basta non essere causa di divisione, bisogna portare pace dove non c’è; non basta non parlare male degli altri, bisogna interrompere quando sentiamo parlar male di qualcuno”. “Se non ci opponiamo al male lo alimentiamo in modo tacito - ha detto -. È necessario intervenire dove il male si diffonde; perché il male si diffonde dove mancano cristiani audaci che si op-pongono con il bene, ‘camminando nella carità’, secondo il monito di San Paolo”. Esortando quindi i giovani a “camminare nella carità, camminare nell’amore”, Francesco ha auspicato che “ciascuno di noi, ogni giorno, con i fatti, possa dire ‘no’ al male e ‘sì’ al bene”. Per Francesco, “non basta non fare il male per essere un buon cristiano; è necessario aderire al bene e fare il bene”. “Tante volte capita di sentire alcuni che dicono: ‘Io non faccio del male a nessuno’, e si crede di essere un santo - ha osservato -. D’accordo, ma il bene lo fai? Quante persone non fanno male, ma nemmeno il bene, e la loro vita scorre nell’indifferenza, nell’apatia, nella tiepidezza”. Quest’atteggiamento “è contrario al Vangelo, ed è contrario anche all’indole di voi giovani, che per natura siete dinamici, appassionati e coraggiosi”. “Ricordate questo - ha poi detto, invitando i giovani a ripetere con lui -: ‘E’ buono non fare il male, ma è ‘malo’ (cattivo, ndr) non fare il bene’. Questo lo diceva San Alberto Hurtado”. Prima dell’arrivo del Papa in piazza, la messa concelebrata dal cardinale presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, con i 120 vescovi presenti. “Un vero lievito di speranza per la nostra Chiesa e per la nostra stessa società”, ha definito Bassetti i tanti giovani partecipanti al pellegrinaggio, nonostante “la precarietà lavorativa” e le “tante emergenze che sta attraversando il nostro Paese”. E ricordando poi anche i “tanti giovani” che “devono rifugiarsi o migrare in altri Paesi a causa di guerre o dittature o carestie”, il presidente dei vescovi non ha mancato di rammentare che “siamo sempre chiamati al dovere dell’accoglienza, in qualsiasi condizione ci troviamo”.
















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