No ufficiale ai transgender
- Redazione

- 25 ago 2017
- Tempo di lettura: 2 min
TRUMP RIBADISCE CHE NON LI VUOLE NELLE FORZE ARMATE E ORGANIZZA L’EPURAZIONE

WASHINGTON. Donald Trump lo aveva preannunciato con un tweet circa un mese fa, suscitando critiche e polemiche da più parti, che però non lo hanno fermato nel suo intento di bandire i transgender dalle forze armate, revocando la decisione presa dal suo predecessore Barack Obama.
Il commander in chief si appresta infatti a conferire al capo del Pentagono, James Mattis, il potere necessario per procedere con lo stop al reclutamento di persone transgender, ma anche di estromettere il personale già in servizio.
A rivelarlo è il Wall Street Journal, che scrive che la Casa Bianca è pronta a fornire tutti i dettagli e le direttive necessarie affinché i vertici militari attuino i cambiamenti indicati dal presidente. A partire dal blocco delle spese per il trattamento medico del personale transgender in servizio, che è poi uno dei punti centrali della vicenda insieme con i quesiti sul futuro dei militari trans già tra le file delle forze armate.
L’annuncio, giunto via Twitter, aveva spiazzato il Pentagono perché se il commander in chief aveva informato Mattis delle sue intenzioni, i dettagli per l’applicazione pratica della nuova linea erano tutti da stabilire. E allora, a parte l’impegno a lavorare in stretto contatto con la Casa Bianca, i generali, capo di Stato maggiore compreso, non sapevano cosa altro dire. Al punto da essere costretti a precisare in quel frangente che “nulla cambia per ora”, come a dire che un tweet non basta per governare, mentre i fronti pro e contro erano già scatenati. Ieri alla fine è giunta l’indicazione che il presidente è determinato ad agire e l’iter è innescato per cancellare l’epocale
via libera ai transgender tra i militari disposto da Barack Obama. Un’altra delle eredità del suo predecessore che Trump smantella.
Una coincidenza senz’altro, ma proprio ieri il tycoon ha fatto nuovamente riferimento ad Obama su Twitter dove ha rilanciato un meme con un’immagine che raffigura “l’eclissi di Obama”, mostrando una sequenza in cui il volto di Trump progressivamente avanza su quello del suo predecessore Barack Obama, fino a sovrapporsi e a coprirlo del tutto, proprio come in una eclissi.
La scritta poi non lascia spazio a dubbi circa il riferimento al fenomeno astronomico che è stato recentemente visibile negli Usa: “La migliore eclissi di sempre!”. Immediate le critiche.
Intanto si torna a parlare anche di Russiagate, dopo che i responsabili delle indagini in corso al Congresso hanno scoperto una mail di uno dei massimi responsabili della campagna elettorale di Trump in cui si fa riferimento agli sforzi per tentare di organizzare un incontro con il presidente russo Vladimir Putin già lo scorso anno. Stavolta l’esclusiva è della Cnn, che cita Rick Dearborn, ex consigliere del candidato-tycoon e oggi vice “chief of staff” alla Casa Bianca. Nella email si informa di una persona (non identificata e chiamata in codice “WV”) impegnata a trovare il canale giusto con il Cremlino.
E’ la prima volta che tale indicazione emerge, aggiungendo un tassello di particolare interesse per gli inquirenti intenti a verificare il livello di contatti, e legami, tra l’entourage di Trump e la Russia.
















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