“Non può fare il presidente”
- Redazione

- 17 apr 2018
- Tempo di lettura: 3 min

FBI/COMEY ATTACCA DI NUOVO TRUMP DURANTE L’INTERVISTA IN ONDA SU ABC
WASHINGTON. Donald Trump è “moralmente inadeguato per fare il presidente degli Stati Uniti”, un “bugiardo seriale”, uno che si comporta da “boss mafioso”. James Comey è un “bugiardo”, una “talpa”, un “uomo viscido” che “andrà a fondo come il peggior direttore Fbi della storia”. Volano gli stracci tra l’ex capo dell’Fbi e il presidente degli Stati Uniti. Il duello è stato riacceso dall’intervista di un’ora alla Abc con cui domenica sera Comey ha rotto il silenzio sul tycoon, che lo aveva licenziato nel maggio 2017 sullo sfondo del Russia gate. Un’intervista attesissima per promuovere il suo libro di memorie, ‘A Higher Loyalty’, che comincerà a presentare a New York oggi, prima tappa di un lungo tour. Il fuoco incrociato arriva in coincidenza con l’udienza cruciale nella Grande Mela per decidere se il materiale sequestrato nei giorni scorsi a Michael Cohen, avvocato e custode di tutti i segreti Trump, comprese le sue relazioni sessuali, può essere utilizzato o meno dall’Fbi nell’inchiesta sul legale, indagato per frode bancaria e violazione della legge elettorale. I difensori di Cohen si oppongono e chiedono la tutela dei nomi dei suo clienti, mentre il team legale del presidente ha chiesto di poter vedere i documenti prima che finiscano nelle mani degli investigatori federali. Una conferma dei timori che questa inchiesta potrebbe diventare se possibile più pericolosa del Russiagate, anche perché Cohen registrava tutte le conversazioni. Intanto le accuse di Comey cadono come macigni a Washington. “Una persona che vede un’equivalenza morale nei fatti di Charlottesville (dove si affrontarono suprematisti bianchi e loro oppositori, ndr), che parla e tratta le donne come fossero pezzi di carne, che mente costantemente su questioni piccole e grandi e insiste che il popolo americano gli crede, questa persona non è adeguata ad essere il presidente degli Stati Uniti, sul piano morale”, ha attaccato l’ex capo dell’Fbi, togliendosi più di qualche sassolino dalle scarpe. Trump “non incarna e non rispetta i valori fondamentali americani, a partire dalla verità”, ha incalzato, paragonandolo ad un boss di mafia per il quale conta solo “la famiglia” e la “fedeltà”del clan. La stessa che gli chiese durante una cena alla Casa Bianca, inducendo il capo dell’Fbi a promettere solo “onestà”. Come non ha escluso che il presidente possa aver ostacolato la giustizia: “E’ pos- sibile, ci sono certamente alcune prove”. E lo ha diffidato dal licenziare il procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller: “Farebbe suonare il campanello d’allarme” perché “sarebbe il suo attacco più grave al ruolo della legge”. Comey ha seminato inoltre sospetti sul fatto che Trump possa essere ricattabile, ritenendo “possibile” che i russi abbiano materiale compromettente sul tycoon. Come il video del presunto incontro in un hotel di Mosca nel 2013 fra il magnate e alcune prostitute che avrebbero urinato sul letto dove avevano dormito gli Obama, stando al controverso dossier dell’ex spia britannica Cristopher Steel. Ma l’ex direttore dell’Fbi non è a favore di un impeachment, preferirebbe “lasciar decidere agli elettori, che ritengo già orientati a far- lo direttamente”. Intanto i riflettori si accendono sull’udienza di Cohen, alla quale ha parteci- pato anche la pornostar Stormy Daniels, pagata dall’avvocato 130 mila dollari poco prima delle presidenziali per tacere il suo affaire con Trump nel 2006. Dall’indagine emerge che Cohen, il “pitbull di Donald”, ha negoziato anche l’accordo da 1,6 milioni di dollari per silenziare una ex modella di Playboy che affermava di essere stata messa incinta dall’investitore (amico di Trump) Elliott Broidy, vice presidente per le finanze del partito repubblicano, dimessosi venerdì scorso dopo che è trapelata la notizia.
















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