“Non tolgo il celibato”
- Redazione

- 29 gen 2019
- Tempo di lettura: 3 min
L PAPA DOPO PANAMA/SÌ PERÒ ALL’EDUCAZIONE SESSUALE NELLE SCUOLE
di Manuela Tulli

AEREO PAPALE. Sì all’educa- zione sessuale nelle scuole; no in- vece al celibato facoltativo per i sa- cerdoti. Papa Francesco, dopo il bagno di entusiasmo con i giovani della Gmg, a Panama, ha incontrato la stampa e ha parlato a tutto cam- po in una lunga intervista sul volo che lo ha riportato a Roma. “Mi ter- rorizza la violenza, temo uno spar- gimento di sangue”: così è tornato a sottolineare la difficile situazione in Venezuela per la quale auspica “una soluzione giusta e pacifica”.
Il Vaticano non può seguire le prese di posizione in ordine sparso della comunità internazionale, “fa- rei danni” dice il Papa, ma auspica che “si mettano d’accordo e chie- dano aiuto” per una mediazione necessaria che possa evitare disor- dini e violenze.
Dagli scenari geopolitici alla vita della Chiesa. Papa Francesco chiu- de le porte a una possibile ‘scelta’ dei sacerdoti sul celibato: “Io non lo farò”. “Sono chiuso? Forse. Non sento di mettermi davanti a Dio con questa decisione”. Il Papa ha parla- to però di “qualche possibilità” dove “c’è il problema pastorale per la mancanza di sacerdoti” e ha fatto come esempio le isole del Pacifico. Ma non con un’ordinazione sacer- dotale piena, “i teologi devono stu- diare” la questione, quella dei co- siddetti ‘viri probati’, anziani spo- sati, ritenuti in grado di amministra- re alcuni sacramenti in assenza di sacerdoti.
Porte aperte invece all’educazio- ne sessuale nelle scuole perché “il sesso è un dono di Dio, non un mostro”. Ma Francesco sottolinea
che l’educazione sul sesso deve essere libera da “colonizzazioni ide- ologiche”. E al proposito commen- ta: “Ho visto qualche libro sporco”.Sul summit convocato in Vaticano per affrontare la piaga del- la pedofilia spiega che gli obiettivi sono “far prendere coscienza del dramma” e indicare protocolli, pras- si. Ma sarà anche un’occasione “per
chiedere perdono per tutta la Chie- sa”. Il Pontefice parla anche di aspettative eccessive, “gonfiate”, rispetto all’appuntamento di fine febbraio con i presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo perché “il problema degli abusi con- tinuerà, è un problema umano, ma umano dappertutto”.
Parole di entusiasmo poi per le
giornate vissute con i giovani a Pa- nama. “Il termometro per capire” se si è soddisfatti di quanto fatto “è la stanchezza e io sono distrutto”, ha confidato. Tra i temi risuonati alla Giornata Mondiale della Gioventù c’è stato anche quello dei migranti e Francesco ha sottolineato “la mancanza di memoria” di tanti Pae- si che sono fondati sulla presenza di migranti. “In Argentina siamo tut- ti migranti” e così è anche negli Sta- ti Uniti. Chiede di affrontare la que- stione, che è “complessa”, “senza pregiudizi”.
Ribadisce che l’Italia è stata “ge- nerosa” nell’accogliere. E poi sot- tolinea che la politica deve pratica- re la solidarietà ma anche “la pru- denza” perché se si accoglie occor- re anche dare poi la possibilità di integrarsi. Quindi un appello all’Eu- ropa perché aiuti i Paesi poveri da dove i migranti partono. “L’Europa è capace di farlo”. Il Papa ha parlato anche della vita della Chiesa, a vol- te incapace di dare testimonianza ai giovani: “Io ho paura dei cattolici che si dicono perfetti”, che “vanno a messa tutte le domeniche e poi non pagano la tredicesima” alle per- sone che lavorano per loro.
Infine il dramma dell’aborto: Dio “perdona sempre” ma le donne che hanno fatto questa scelta non han- no solo bisogno di misericordia ma anche di riconciliarsi con quel bam- bino che non hanno voluto. “Io consiglio quando hanno questa angoscia: ‘Tuo figlio è in cielo, par- la con lui. Cantagli la ninna nanna che non hai potuto cantargli’”
















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