Non vuole il burqa, presa a calci e pugni dal marito
- Redazione

- 10 apr 2017
- Tempo di lettura: 2 min
UNA DONNA MAROCCHINA DI VENTOTTO ANNI VITTIMA NEL NAPOLETANO DEL CONIUGE VIOLENTO

SANT'ANASTASIA (Napoli). Rifiuta il burqa e minaccia il divorzio, il mari- to la prende a calci e pugni accusan- dola di volersi comportare troppo alla ''occidentale''.
L'uomo, un 51enne di origini maroc- chine, è stato ar- restato dai cara- binieri a San- t'Anastasia, nel Vesuviano - dove abitava in- sieme alla moglie 28enne, anche lei marocchina, ed al figlioletto di due anni - con le accu- se di sequestro di persona, minac- cia aggravata e maltrattamenti in
famiglia. La donna, che ha riportato lesioni al volto giudicate guaribili in 15 giorni, proba- bilmente nei prossimi giorni ripartirà per il Marocco, dove l'aspetta l'altra figlia di 7 anni, lasciata lì durante l'ul- timo viaggio per riabbracciare i propri
cari. Secondo il racconto reso dalla 28enne, il marito sabato l'ha presa a calci e pugni perché le voleva impor- re l'uso di abiti lunghi e del burqa, per poi rinchiuderla nel bagno per impe- dirle di chiedere aiuto.
La donna è però riuscita a scap- pare, ed una volta in strada si è acca- sciata al suolo: alcuni vicini hanno allertato i carabinieri, ai quali la mal- capitata ha raccontato che il marito l'aveva più volte picchiata rimprove- randola di comportarsi "troppo alla occidentale".
La vicenda ha lasciato sgomenti i vicini di casa in via Casamiranda, dove l'uomo, in Italia da circa 30 anni, era conosciuto in quanto si prestava a riparare televisori. Spesso, secon- do i residenti, lo si vedeva in giro con il figlioletto di due anni, ma nes- suno sembra averlo visto mai con la moglie.
"Lei la vedevamo poco - raccon- tano alcuni vicini - prima accompa- gnava la bambina grande a scuola, ma ultimamente ha detto che l'aveva lasciata in Marocco e che voleva tor- nare lì anche lei. Lui sembra tanto una brava persona, mai sentito urlare, sempre gentile con tutti. Ci meraviglia che sia arrivato a tanto".
L'uomo è stato portato nel carcere di Poggioreale e, secondo alcune in- discrezioni, pare abbia dichiarato ai militari di essere preoccupato per la richiesta di divorzio della donna che voleva portare via pure il figlioletto di due anni.
Incredulità per l'accaduto è stata espressa anche dal sindaco della cit- tadina vesuviana, Lello Abete, il qua- le ha sottolineato di "condannare qualsivoglia violenza".
"Se le accuse fossero confermate - ha aggiunto - ci troviamo di fronte ad una vicenda molto grave. Ai no- stri servizi sociali, però, la donna non si è mai rivolta, e non conosciamo né lei né il marito".
















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