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Norma trionfante al Met



FINISCE CON UNA STANDING OVATION LA PRIMA DELL’OPERA DI VINCENZO BELLINI

NEW YORK. Il Metropolitan è oggi forse l’unico teatro al mondo che può presentare una “Norma” trionfale come quella che è andata in scena lunedì sera per l’inaugurazione della stagione d’Opera 2017-18 con in programma 26 titoli interpretati da grandi voci che “fanno notizia” nel mondo della lirica. La“Norma”diVincenzoBellini(Catania1801- Parigi 1835), occupa un mitico posto nel repertorio e i grandi teatri spesso si trovano in difficoltà nello scegliere una cantante-attrice per istinto e vocazione, come la leggendaria Giuditta Pasta per cui Bellini compose il ruolo per la prima alla Scala del 26 dicembre del 1831. Da quella data, diverse cantanti di alto livello hanno sfidato la tecnica belcantista dell’opera: Joan Sutherland (1970), Montserrat Caballé (1974), Jane Eaglen (2001) e in primis, l’incomparabile Maria Callas (New York 1923 - Parigi 1977) universalmente applaudita per essere stata una Norma per antonomasia non solo per le qualità della voce, ma anche per la declamazione drammatica e tecnica virtuosa.

Alla lista di grandi cantanti nel ruolo della Sacerdotessa dei Druidi, si può aggiungere una nuova Callas, il soprano Sondra Radvanovsky per il suo trionfale debutto di Opening-Night al Met. Il soprano americano ha sfoggiato una folgorante vocalità nella famosa cavatina “Casta Diva, che inargenti” e nel concertato finale “De! Non volerli vittime”, dove Bellini introduce un accenno di stile romantico di cui Wagner ha concepito l’idea in grande effetto nell’emozionante finale del Tristano. Al fianco di Norma, il mezzo-soprano Joyce DiDonato, una Adalgisa eccellente nel disegnare un ritratto melodrammatico nel famoso duetto di “Mira,o Norma, a’tuoi ginocchi”. Norma è essenzialmente il dramma di due donne che Bellini ha unite in un unico laccio d’amore. Nel ruolo del “fatal romano” Pollione, è stato il tenore maltese Joseph Calleja che dotato di una calda voce mediterranea e intonata negli acuti, si è destreggiato nella cavatina “Meco all’altar di Venere” e nel duetto con Adalgisa “Va, crudele, al Dio spietato”. Il basso Matthew Rose si è confermato un valido elemento nel ruolo di Oroveso nella cavatina d’introduzione “Ite sul colle o Druiti”. L’“Allegro feroce” del coro diretto dal maestro Donald Palumbo, incita i Galli alla vendetta con grida di “Guerra, Guerra! Le galliche selve”: è una pagina corale di rivolta contro l’occupazione dei romani. Il regista Sir David McVicar ha presentato un quadro scenico di grande effetto come la foresta dei Druidi del primo atto e un abbagliante rogo nel finale. Il maestro Carlo Rizzi un habitué al Met, ha servito Bellini facendo emergere nell’orchestra e nel coro una funzione non meno determinante di quella dei protagonisti sulla scena. Standing ovation per tutti gli artisti incluso il regista e i suoi collaboratori.


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