Nuove sanzioni contro Teheran
- Redazione

- 16 mag 2018
- Tempo di lettura: 3 min
IRAN/MENTRE ZARIF VA A BRUXELLES PER CERCARE DI SALVARE L’ACCORDO

NEW YORK. Preservare l’accordo nucleare con l’Iran, ma anche evitare che le nuove sanzioni ame- ricane possano gravare sulle imprese comunitarie.
La decisione di Donald Trump di recedere dall’accordo pesa come un macigno sull’Unione europea che sta tentando il tutto e per tutto per salvare l’intesa, inviando rassicurazioni al ministro degli Esteri Javad Zarif in missione a Bruxelles.
Intanto, a complicare il quadro, gli Stati Uniti varano nuove sanzio- ni contro il governatore della Banca centrale iraniana, con l’accusa di sostegno e finanziamento al terrorismo. “Gli Usa non permetteranno i crescenti abusi iraniani sul sistema finanziario internazionale”, ha affermato il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin. Mentre Mosca non esclude che la stessa Teheran possa uscire dall’accordo, stando al vice mini- stro degli Esteri russo Serghiei Riabkov.
In questo contesto si inserisce la trasferta cruciale del capo della diplomazia iraniana che ha incontrato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ed i colleghi francese, tedesco e britannico, Jean-Yves Le Drian, Heiko Maas e Boris Johnson. Ed in vista del summit di Sofia il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk si è augurato che il dibattito al vertice dei leader possa “riconfermare senza alcun dubbio che, fino a quando l’Iran rispetterà ciò che è previsto dal- l’accordo, l’Ue farà altrettanto”.
“Molto produttivo” il faccia a faccia tra Mogherini e Zarif ha reso noto il servizio di azione esterna dell’Ue, secondo il quale Mogherini sta “lavorando con Francia, Germania, Gb e tutti gli Stati membri Ue sui modi per preservare l’accordo e proteggere gli investimenti dell’Unione”. Conferme in tal senso sono giunte da Johnson che ha sottolineato il lavoro in corso su “even- tuali opzioni per sostenere il continuo alleggerimento delle sanzioni per l’Iran per garantire il rispetto degli impegni assunti”.
Il capo del Foreign Office ha poi chiesto a Teheran di “continuare a rispettare le restri- zioni imposte dall’accordo” e a Washington di “evitare qualsiasi azione che possa impedire alle restanti parti dell’accordo di rispettare gli impegni assunti, tra cui sgravi di sanzioni attraverso il commercio legittimo”.
La posta in gioco è alta per l’Unione che punta a mantenere in vita l’intesa siglata nel 2015 e a non mettere in gioco gli scambi commerciali tra l’Iran ed i Paesi europei, Italia compresa. Gli incontri nella capitale belga sono mirati a finalizzare un piano B dopo la minaccia Usa di eventuali sanzioni alle aziende europee che fanno affari con l’Iran.
Questo significa focalizzarsi direttamente sulle imprese comunitarie e non solo: dunque dagli operatori economici extraterritoriali, come le multinazionali, fino alle piccole e medie imprese che potrebbero essere oggetto di misure.
Nel frattempo prosegue costante la triangolazione dei contatti ad alto livello tra Ue, Usa e Iran, nel tentativo di sbloccare l’impasse ed il muro contro muro.
Il dossier sarà al centro dei prossimi vertici eu- ropei, come quello che si terrà a Sofia, e sul quale pesa il monito di Tusk.
Intanto, sul fronte domestico, l'amministrazione Trump ha cancellato il programma della Nasa di monitoraggio delle emissioni di gas serra, il Carbon Monitoring System (CMS). Lo scrive la rivista Scien- ce sul suo sito. Il CMS era un programma da 10 milioni di dollari all'anno che moni- torava con satelliti ed aerei le emissioni mondiali di anidride carbonica e metano ed elaborava modelli sui flussi di questi gas.
Secondo i ricercatori, la chiusura del programma impedisce di verificare se gli stati stanno effettivamente tagliando i gas serra, come previsto dall'Accordo di Parigi sul clima. "Se non puoi misurare le riduzioni delle emissioni, non puoi essere sicuro che i paesi stiano osservando l'accordo - ha commentato con Science il direttore del Tuft Center di Medford in Massa- chusetts, Kelly Sims Gallagher -. Cancellare il CMNS è un grave errore".
Infine, sette governatori hanno scritto a Berit Reiss-Andersenal, presidente del comitato per il Nobel, per sostenere la nomination del presidente Usa Donald Trump per il Nobel per la pace. Nelle loro motivazioni hanno citato quelli che definiscono "gli sforzi trasformativi per portare la pace nella penisola coreana" da parte del tycoon. All'inizio del mese 18 deputati repubblica- ni avevano lanciato formalmente la candidatura di Trump al Nobel per la pace.
















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