Nuovi spiragli per il vertice
- Redazione

- 27 mag 2018
- Tempo di lettura: 2 min

COREA DEL NORD/SI RIAFFACCIA LA DATA DEL 12 GIUGNO A SINGAPORE
PECHINO. Il summit con il leader nordcoreano Kim Jong-un, cancellato a sorpresa giovedì da Donald Trump "per rabbia tremenda e aperta ostilità" della controparte, è ritornato in pista come un'opzione praticabile addirittura seguendo il vecchio programma: il 12 giugno a Singapore. In poco più 24 ore un nuovo colpo di scena s'è materializzato nel villaggio di confine di Panmunjom con il secondo vertice tra Kim e il presidente Moon Jaein, non nella House of Peace al Sud come il 27 aprile, ma al Tongilgak (o Palazzo dell'Unificazione) nella Join security area (Jas) sotto il controllo di Pyongyang.Un deciso segnale sull'ennesimo rimescolamento degli scenari l'ha data in piena notte Trump su Twitter: "Stiamo tenendo colloqui molto produttivi con la Corea del Nord sul ripristino del summit che, se ci sarà, probabilmente rimarrà a Singapore nella stessa data, 12 giugno, e, se necessario, verrà esteso oltre quella data", ha scritto il tycoon dando l'aggiornamento del frenetico lavorio diplomatico in corso. A distanza di poche ore, dopo il faccia a faccia di Moon e Kim, la Casa Bianca ha inoltre fatto sapere che al momento resta fissato il sopralluogo a Singapore di una sua squadra nel caso in cui il summit Trump e Kim "dovesse tenersi", ha chiarito la portavoce Sarah Sanders. Moon e Kim si sono incontrati a Panmunjom, per la seconda volta dal 27 aprile, con il presidente sudcoreano che ha però questa volta attraversato il confine. "I due leader hanno scambiato le loro opinioni con franchezza sull'applicazione della Dichiarazione di Panmunjom e per avere un summit Usa-Corea del Nord di successo", ha affermato il capo della comunicazione di Moon, Yoon Young-chan."In base all'accordo raggiunto dalle due parti, Moon annuncerà i risultati del meeting in una conferenza stampa", ha aggiunto Yoon. Insomma, è ragionevole pensare che i due leader abbiano fissato una tempistica certa dei passaggi verso la denuclearizzazione e la pace stabile e duratura, incluso il pressing su Trump. Pur in assenza di dettagli, le foto e i video diffusi dalla Blue House, la Presidenza di Seul, hanno fornito gli elementi di un clima molto cordiale. Moon è stato accolto da Kim Yo-jong, la potente e inseparabile sorella minore del "supremo comandante", poi il picchetto d'onore e la stretta di mano tra i due leader che insieme hanno posato per le foto di rito. Al momento del commiato i due si sono abbracciati con trasporto, in particolare Kim, verosimilmente indicando il successo della riunione. Moon, in questa difficile missione dopo l'irritazione per la cancellazione di Trump del summit neanche comunicata ("sono molto perplesso ed è stato molto spiacevole"), ha avuto al suo fianco lo "stratega" Suh Hoon, il capo dell'intelligence di Seul (Nis), interprete di un modello vecchio stampo basato sui rapporti personali. Con alle spalle la paziente cucitura dei summit intercoreani del 2000 e del 2007, a quello del 27 aprile era in lacrime di fronte al disgelo tra i due leader. Con Kim, l'ex capo dei servizi segreti Kim Yong-chol, vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori e capo dello United Front Department che cura i rapporti intercoreani.
















Commenti