Nuovo schiaffo alla Cina
- Redazione
- 10 mag 2019
- Tempo di lettura: 2 min
GUERRA DEI DAZI/IL MERCATO AMERICANO OFF LIMITS A CHINA MOBILE

di Ugo Caltagirone
WASHINGTON, Il nuovo schiaffo di Donald Trump alla Cina arriva nelle ore decisive in cui a Washington si prova a chiudere un accordo che eviti l’entrata in vigore dei nuovi dazi Usa e una guerra commerciale senza precedenti tra le due superpotenze economiche. Le autorità Usa hanno infatti deciso il divieto di ingresso sul mercato americano di China Mobile per timori di spionaggio. L’annuncio mentre nella capitale statunitense è al lavoro, a caccia di un compromesso, il vicepremier cinese Liu He, braccio destro di Xi Jinping per le politiche commerciali. Proprio il leader di Pechino dopo le tensioni degli ultimi giorni ha scritto a Donald Trump, a poche ore dall’aumento dei dazi su 200 miliardi di dollari di beni ‘made in China’. Una lettera che il presidente americano ha definito “bellissima”, rinnovando la stima personale verso Xi con il quale, ha detto, potrebbe sentirsi telefonicamente nelle prossime ore. Una chiamata che - chissà - potrebbe sbloccare la strada verso lo storico patto atteso oramai da mesi. Patto che potrebbe sancire una pax commerciale in grado di durare nel lungo termine e di tranquillizzare i mercati e l’intera comunità internazionale, preoccupati sull’impatto che un’escalation dei dazi avrebbe sull’economia globale. Questo mentre Wall Street si avvia a chiudere la sua peggiore settimana dell’anno. Ma la mossa della Federal Communication Commission statunitense non aiuta a rasserenare il clima, e si aggiunge alle tensioni già esistenti sul caso Huawei. “Il governo cinese potrebbe usare China Mobile per trarre vantaggio dalla nostra rete telefonica e raccogliere intelligence contro le agenzie del governo americano e altri target”, ha sentenziato l’authority Usa, che ha definito questo rischio “inaccettabile”. Parole dure, che qualcuno ha collegato a quanto affermato da Trump ore prima in un comizio in Florida: “La Cina ha rotto l’accordo e pagherà”, aveva minacciato, riferendosi alla marcia indietro fatta da Pechino che venerdì scorso ha sconfessato alcuni dei principali impegni presi nella bozza di intesa messa a punto dopo mesi di lavoro. E il presidente americano, annunciando di aver ricevuto la lettera da Xi, ha continuato ad usare il bastone e la carota, affermando che un compromesso “è ancora possibile” ma ribadendo come “i dazi sono un’alternativa eccellente”. Da parte sua Pechino ribadisce come preferisca il dialogo alle azioni unilaterali, ma allo stesso si dice pronta ad affrontare la guerra, determinata a difendere i propri interessi. Già è pronta una serie di opzioni che potrebbero scattare come rappresaglia alle nuove sanzioni Usa: una lunga serie di nuovi dazi su prodotti ‘made in Usa’, il ripristino di quei dazi che erano stati rimossi e che colpiscono in particolare l’economia degli Stati Usa che hanno votato Trump, il boicottaggio di prodotti americani venduti in Cina, come iPhone e automobili, o di aziende Usa come Starbucks.
















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