Oggi Cda sul piano, rischio di rottura con Passera
- 24 ott 2016
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MPS/CONVOCATI ANCHE I SINDACATI. CRESCENTI TENSIONI SUL NUOVO PROGETTO INDUSTRIALE TARGATO MORELLI

Weekend al lavoro per Mps, con un vertice in Piazzetta Cuccia tra l'Ad dell'istituto Marco Morelli e le banche advisor Mediobanca, Jp Morgan e Lazard. L'incontro principale si è svolto nel tardo pomeriggio, una ventina in tutto i par- tecipanti, e sarebbe servito per "vedere documenti", hanno spiegato fonti finanziarie. Già dalla metà della mattinata di ieri, comunque, nell'istituto di Piazzetta Cuccia erano partite riunioni tecniche. Per tutti i banchieri e consulenti coinvolti sul dossier sono state però giornate di intenso lavoro, in vista del Cda del Monte dei Paschi, che questa mattina alle 10 si riunirà a Milano per approvare il nuovo piano industriale targato Morelli. Sembra intanto tutto in salita il piano di Corrado Passera, sul quale era atteso partissero valutazioni a valle del business plan: ci sarebbero infatti tensioni cre- scenti sulla richiesta dell'ex ministro di far svolgere una «due dili- gence» su Mps ai fondi angloamericani che ha coinvolto. Anche nel weekend il confronto sul tema sarebbe stato serrato in una triangolazione tra Passera, i vertici della banca e Jp Morgan, ma le condizioni poste rendono ormai probabile un nuovo stop alla trattativa. Il tempo stringe e a questo punto è possibile che oggi il Cda faccia nuovamente il punto sul tema e sulla reale possibilità di far convergere i due piani. Questa sera alle 20 nella sede di Milano di Mps sono stati poi convocati ufficialmente i sindacati della banca. Nei giorni scorsi erano filtrati dei numeri sull'impatto occupazionale del piano di Morelli con la possibile chiusura di filiali, che porterebbe a 3.000 gli esuberi, contando anche i 1.500 residui del precedente piano. "Non accetteremo dall'azienda qualsiasi soluzione che preveda licenziamenti", ha fatto sapere un sindacalista che parteciperà all'incontro. Approvate le strategie per il prossimo triennio, potrà quindi partire il piano di ricapitalizzazione previsto, e basato - nell'ordine - sulla conversione delle obbligazioni in azioni (già oggi potrebbe essere chiaro se solo anche per il retail), la formalizzazione dell'impegno ad investire da parte di alcuni 'anchor investor' e infine l'aumento di capitale sul mercato, che dovrebbe partire subito dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre. L'attesa più importante per definire quanto dell'aumento finirà sul mercato resta quella degli impegni degli 'anchor', i cavalieri bianchi che interverranno a sostegno del Montepaschi, già sondati tra le fila di fondi sovrani e grandi istituzionali con orizzonte di investimento di medio-lungo periodo. A valle del piano industriale, assieme al road show potrà iniziare il pre-marketing vero e proprio dell'aumento e arriveranno anche gli impegni degli 'ancor', che permetteranno di definire assieme alla conversione dei bond, l'importo finale della parte di aumento sul mercato. Il Sole 24 Ore ha avanzato ieri i nomi, nuovi alle cronache, dei fondi di Soros e Paulson, mentre tra i fondi sovrani si attende un ruolo di Qatar, e forse anche di Kuwait, Abu Dhabi e Cina (già nel capitale), tenendo conto comunque che sono stati contattati tutti i grandi 'sovrani'. Oltre al piano e alla trimestrale, oggi al Cda arriverà anche la convocazione dell'assemblea degli azionisti per fine novembre (la data più probabile resta quella del 24), che nominerà anche il nuovo presidente al posto del dimissionario Massimo Tononi. I possibili candidati spaziano tra gli altri dall'azionista Alessandro Falciai, alla consigliera Fiorella Kostoris (ipotesi riferita oggi dal Giornale), fino a Corrado Passera, sempre che ab- bia un seguito il suo piano.
















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