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«Omicidio brutale e pianificato»



ISTANBUL/IL PRESIDENTE TURCO ERDOGAN SMONTA LA VERSIONE DI RIAD. GIALLO SUL RITROVAMENTO DEI RESTI

ISTANBUL. Un "brutale omicidio politico" che è stato "premeditato" per giorni. Dopo tre settimane di indagini, arrivano le verità della Turchia sull'uccisione di Jamal Khashoggi. Annunciati in diretta tv da Recep Tayyip Erdogan, i risultati dell'inchiesta demoliscono la versione saudita della morte a seguito di una "colluttazione" e costringono Riad a fornire nuove risposte. A partire dalla domanda rivolta oggi pubblicamente dallo stesso presidente turco: "Dov'è il corpo?". Secondo fonti citate da Skynews, resti del reporter, "sfigurato" e "tagliato a pezzi", sarebbero stati rinvenuti nel giardino della residenza del console. Ma al momento non ci sono conferme da parte della procura di Istanbul, che anzi smentisce l'autenticità di alcune foto circolate sui social network. Un nuovo giallo al cuore di un caso che continua a scatenare l'indignazione internazionale e nuove minacce da parte degli Stati Uniti: la morte di Khashoggi, ha promesso il vicepresidente Mike Pence, "non resterà senza risposta". Passo dopo passo, Erdogan ha rico- struito tutte le tappe che hanno portato all'omicidio. Il piano era stato elaborato almeno dal 28 settembre, quando il reporter è entrato nella sede diplomatica per richiedere i documenti necessari alle nozze con la fidanzata turca Hatice Cengiz. Dopo che è stato invitato a tornare il martedì successivo, sono partiti i preparativi per ucciderlo. Il giorno prima, un team di 3 agenti è arrivato in città alla ricerca di un luogo adatto all'occultamento del corpo, compiendo sopralluoghi nella Foresta di Belgrado, un bosco alla periferia europea, e nella vicina provincia di Yalova, dove si trova una villa perquisita che appartiene a uno dei 15 membri dello 'squadrone della morte’, a loro volta giunti a Istanbul nelle ore successive. Dopo il delitto, un altro 007 è uscito dal consolato fingendosi il reporter per depistare l'inchiesta. Non regge quindi la versione dell'interrogatorio sfuggito di mano, né quella del tentativo di sequestro. Secondo fonti investigative, l'operazione sarebbe stata diretta via Skype da Riad da Saud al Qahtani, fidato consigliere e responsabile della comunicazione sui social media del principe ereditario Mohammed bin Salman. "Non dubito dell'onestà del re Salman", ha assicurato il presidente turco, che nel suo lungo discorso non ha però citato il figlio Mohammed, al centro dei sospetti. "Abbiamo bisogno di risposte", ha aggiunto. Per esempio, sul perché Riad abbia ritardato per giorni l'ispezione dei suoi spazi diplomatici, o sulla cancellazione delle registrazioni delle sue telecamere di sorveglianza. E ancora, chi sarebbe il "collaboratore locale" incaricato di occultare il corpo? "Ammettendo l'omicidio, l'Arabia Saudita ha compiuto un passo significativo", ma ora "ci aspettiamo che tutti i responsabili, dal livello più basso al più alto, siano trovati", ha avvertito Erdogan, chiedendo intanto che i 18 sospetti già fermati da Riad vengano processati in Turchia. L'invito a un'indagine indipendente internazionale serve anche a condividere le responsabilità con gli alleati, Usa in testa. Del resto, già lunedì Donald Trump aveva inviato il direttore della Cia Gina Haspel a supervisionare l'inchiesta. Tutte le persone "implicate direttamente" nella morte di Khashoggi, ma anche "coloro che hanno fallito nelle loro responsabilità" saranno "punite, chiunque esse siano", promettono ora i re- gnanti sauditi, che hanno incontrato il fratello e il figlio del reporter per porgere le loro condoglianze. Ma intanto, malgrado le tante defezioni, nelle stesse ore è partita la 'Davos del deserto’ voluta da bin Salman, con l'annuncio di 50 miliardi di nuovi investimenti stranieri in Arabia Saudita.


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