Operazione abbattimento
- Redazione

- 4 set 2018
- Tempo di lettura: 2 min
IL CROLLO DI PONTE MORANDI/I TECNICI DI AUTOSTRADE SUL LUOGO DEL DISASTRO

GENOVA. A oltre due settimane dalla tragedia del crollo di ponte Morandi i tecnici del primo tronco diAutostrade hanno visto quel che resta della ferita. Un sopralluogo, insieme ai consulenti della procura e ai militari delle fiamme gialle, per limare il piano definitivo di abbattimento dei resti che incombono su case e aziende.
E’ avvenuto mentre Genova ha avuto ancora paura. Su via Ovada sono caduti calcinacci dal viadotto dell’A26 che porta a Alessandria. Genova ha affrontato il primo vero test per il traffico dopo il rientro dalle ferie. Lunghe code si sono formate in autostrada e città, ma la viabilità ha retto in attesa della apertura della strada all’interno di Ilva che consentirà di decongestionare le vie del ponente dal traffico pesante.
Le indagini intanto proseguono. La squadra mobile ha chiuso l’elenco definitivo delle parti offese: sono 145 tra familiari delle vittime e feriti. L’elenco potrebbe allungarsi, quando inizierà il processo, se dovessero essere accolte anche le richieste degli sfollati e dei danneggiati.
La Guardia di finanza, invece, sta esaminando gli studi preliminari che Autostrade aveva ricevuto nel 2013 dove venivano segnalati i primi alert sullo stato di ammaloramento del viadotto. Successivamente venne commissionato un altro studio alla Cesi e poi al politecnico di Milano. Quest’ultimo aveva segnalato anomalie da approfondire e avevano suggerito la progettazione di una serie di sensori per monitorare costantemente il Morandi.
Gli investigatori stanno controllando gli studi preliminari che la società aveva ricevuto e che poi hanno portato, nel 2017, al progetto di retrofitting sulle pile 9 e 10. Gli inquirenti vogliono capire se gli allarmi furono interpretati correttamente e se non vennero sottovalutati alcuni aspetti. Tra gli aspetti sotto analisi anche le tecniche e il materiale usato per la realizzazione della struttura.
“Vogliamo appurare - ha spiegato il procuratore capo, Francesco Cozzi - se il progetto realizzato dall’ingegner Morandi sia poi stato eseguito correttamente e se è stato usato il materiale giusto”. Autostrade ha precisato alcuni aspetti.
“Le indicazioni del Politecnico sui sensori per consentire lo studio di stabilità del viadotto Polcevera erano stati inseriti nel progetto che venne sottoposto a approvazione del Mit il 31 ottobre 2017, progetto che sarebbe stato approvato l’11 giugno 2018. Il parere integrale del Politecnico fu inserito nella documentazione del progetto trasmessa al Mit per approvazione e al Provveditorato di Genova. Nessuno ravvisò, analogamente al
progettista, elementi di urgenza” per l’intervento di consolidamento.
Si allungano i tempi per l’incidente probatorio, che potrebbe essere fatto anche in corso di demolizione del viadotto, e quindi per l’elenco degli indagati.
Nel pomeriggio un nuovo allarme in città per la caduta di calcinacci da un viadotto della A26, rovinati su alcune auto in sosta in via Ovada. I vigili del fuoco e la polizia municipale hanno chiuso la strada. I pompieri hanno chiesto una perizia tecnica adAutostrade per verificare che non vi siano problemi di sicurezza e di caduta di altri calcinacci per tutta la lunghezza della struttura.
















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