Oprah show per Stacey
- Redazione

- 2 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

MIDTERM/IN CAMPO PER LA PRIMA DONNA NERA GOVERNATORE DELLA GEORGIA
WASHINGTON. E’ il profondo sud dell’America che a cinque giorni dalle elezioni di metà mandato sale alla ribalta. Perchè la partita che si gioca in Georgia è l’emblema della posta in gioco con il voto del prossimo 6 novembre. Una sfida tra valori che più diversi non potrebbero essere, con la democratica Stacey Abrams candidata a diventare la prima donna afroamericana a go- vernare uno stato Usa, e per di più uno stato dalla triste storia di schiavitù e di razzismo. Così la Georgia diventa uno dei ring principali di un finale di campagna elettorale infuocato, con tutti i big dei partiti in campo. E se al fianco del repubblicano Brian Kemp, 55 anni, arrivano nello stato Donald Trump e il vicepresidente Mike Pence, a sostegno della ‘pasionaria’ Abrams, 44 anni, arrivano Oprah Winfrey, Barack Obama, Joe Biden, e almeno tre dei possibili candidati dem alla Casa Bianca nel 2020: i senatori Elizabeth Warren, Kamala Harris e Cory Booker. Quello della diva Oprah a Marietta, a due passi dalla capitale Atlanta, è stato un vero e proprio show, che ha riacceso le speculazioni su una sua possibile sfida a The Donald nel 2020. Voci che la diretta interessata ha continuato a smentire in queste ore. “Oggi sono qui per Stacey, non per le mie ambizioni, non perchè qualcuno mi ha pagata, e nessuno mi ha persino cercata”. E’ stata infatti Oprah a chiamare per chiedere di poter partecipare alla campagna di Abrams, lei che e’ registrata come indipendente e che in passato ha dato il suo endorsement solo a Obama e a Hillary Clinton. “Basta con le paure e con le divisioni - ha affermato in un chiaro attacco a Trump - fanno tanto rumore per confonderci. Ma è ora di unire il Paese, bianchi, neri, asiatici, Lgbt, tutti..”. Un manifesto per molti opposto al ‘trumpismo’ dilagante: “Votiamo per i valori, per quelli che sono discriminati, per quelli che sono stati linciati, repressi, eliminati, oppressi, votiamo per l’accesso di tutti al voto. Quando si cono- scono i propri diritti nessuno può essere influenzato dalla propaganda”. Sarcastico il vicepresidente Pence, che a pochi chilometri di distanza teneva il suo comizio a favore di Kemp: “Cara Oprah, qui non siamo a Hollywood, siamo in Georgia”. Nelle prossime ore toccherà a Barack Obama e al presidente Trump. Mentre gli ultimi sondaggi danno un testa a testa tra i due candidati governatori, con la possibilità che si vada al ballottaggio in dicembre. Le sorti elettorali di Abrams potrebbero incidere anche sull’altra attesissima sfida in Georgia per un seggio alla Camera: quella che vede schierata la dem Lucy McBath, anch’essa afroamericana, 58 anni, promotrice di una profonda riforma sulle armi da fuoco dopo che si è vista uccidere il figlio 17enne in un episodio di odio razziale.
















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