Ora Schaeuble sfida la Merkel
- Redazione

- 3 nov 2018
- Tempo di lettura: 3 min

GERMANIA/C’È IL “CANCELLIERE MANCATO” DIETRO IL RITORNO IN CAMPO DI MERZ
BERLINO. Quella che si gioca in questi giorni in Germania è una una vecchia partita. Fra Angela Merkel da una parte, e l'uomo che nei momenti difficili è stato definito il suo "cancelliere ombra" dall'altra: il presidente del Bundestag ed ex ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, ovvero il cancelliere "mancato". Sono loro a duellare per decidere il futuro della Cdu (e del Paese), dal momento che dietro il ritorno in campo di Friedrich Merz c'è proprio l'ex falco dell'Ecofin. A rivelare il retroscena è lo Spiegel, secondo il quale Schaeuble - scontento della linea merkeliana, che a suo avviso ha spostato il partito troppo a sinistra - avrebbe proposto da tempo al giurista che la cancelliera fece fuori nel 2002, di tornare in politica e riportare la Cdu sul suo binario classico, restituendogli il profilo conservatore che la "ragazza" di Kohl ha trasfigurato. Secondo le indiscrezioni raccolte dalla rivista, Schaeuble ha lavorato a lungo per questo annuncio, e Merz avrebbe sondato il parere di diversi esponenti importanti del partito e dei popolari europei, prima di lanciarsi. Come noto, Merz si scontra con la segretaria generale Annegret Kramp-Kar- renbauer, delfina della cancelliera, che non vuole affatto una svolta a destra della Cdu e per questo si batterà fino al voto del 7 di- cembre, in programma al congresso di Amburgo. Risulta quindi sempre più debole la candidatura dell'ex sottosegretario alle Fi- nanze Jens Spahn, che pure ha un profilo conservatore, ma che non gode dell'appoggio di Schaeuble. In questi giorni, diversi media hanno parlato anche della possibilità che l'ex ministro delle Finanze diventi egli stesso cancelliere per un periodo di transi- zione, e ancora ieri questa opzione non si può escludere del tutto. È opinione generale che, se Merz vincesse a dicembre, il quarto governo Merkel avrebbe i giorni contati: nessuno riesce a immaginare una collaborazione fra i due. "Mi sono già espressa diffusamente questo lunedì. E comunque la cancelliera della Repubblica federale tedesca è cancelliera della Repubblica federale tedesca, fino a quando lo è", ha affermato Merkel, interpellata a Varsavia sulla debolezza della sua attuale posizione. La cancelliera aveva reso noto lunedì, subito dopo il tracollo della Cdu in Assia, di voler rinunciare alla presidenza del partito. La battaglia elettorale per la successione è già iniziata: ieri il presidente del Nordreno-Westfalia, Armin Laschet, e Ralf Brinkhaus, capogruppo parlamentare della Cdu, si sono pronunciati contro una svolta a destra: "Quello che serve è un costruttore di ponti, in grado di tenere assieme e compensare tutti gruppi del partito", ha affermato ad esempio quest'ultimo. E se Spahn è tornato ad attaccare la politica sui profughi della Merkel, il governatore dello Schleswig-Holstein, Daniel Gunther, ha replicato che "non è questo il tema più importante. Se la Cdu vuole restare un grande partito di centro, la persona che viene scelta come presidente deve essere in grado di fare un'offerta a tutte le correnti". Non vanno rincorsi solo i "delusi". Merz, presentando la sua candidatura due giorni fa a Berlino, ha chiarito invece che la Cdu deve recuperare il suo "marchio distintivo", come partito "conservatore e liberale". Un'idea che Schaeuble condivide, e sulla quale punta nel provare a questo punto, persa la partita come cancelliere (Helmut Kohl avrebbe voluto lui come erede) ad imporre il prossimo, battendo finalmente la Merkel.
















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