Papa: giustizia spetta a tutti
- Redazione

- 19 nov 2018
- Tempo di lettura: 3 min

GIORNATA MONDIALE DEI POVERI/IL PAPA A PRANZO CON GLI “SCARTATI” DALLA SOCIETÀ
CITTÀ DEL VATICANO. Il grido dei poveri è "il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti. L'ingiustizia è la radice perversa della povertà. Il grido dei poveri diventa ogni giorno più forte, ma ogni giorno meno ascoltato", "sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, che sono sempre di meno e sempre più ricchi". Il Papa torna a chiedere attenzione per gli 'ultimi' della terra, gli 'scartati', troppo spesso ai margini di una società dove pochi hanno molto e molti invece niente. Lo ha fatto celebrando la seconda Giornata mondiale dei poveri, istituita alla fine del Giubileo della Misericordia. I poveri sono allora anche quella carovana di migranti che dal Sud America spera di arrivare negli Usa. Il Papa fa luce sul "grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo". Ma il pontefice elenca in una lunga lista tutti i poveri della terra, tornando anche a condannare l'aborto: "Il grido dei poveri - ha sottolineato nell'omelia - è il grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. È il grido di anziani scartati e lasciati soli", il grido dei migranti, ma anche di coloro che dispongono di risorse naturali e se le vedono sottrarre da Paesi più potenti. Il Papa parla poi direttamente ai cristiani e sottolinea che essere dalla parte dei poveri non è una scelta, una opzione, né "la moda di un pontificato": per la Chiesa deve essere "un'esigenza". Nell'Angelus è tornato sulla questione facendo presente che, quando saremo faccia a faccia con Dio, non servirà "la potenza del denaro e dei mezzi economici con i quali pretendiamo con presunzione di comperare tutto e tutti" perché in quel momento potremo far valere "soltanto quello che abbiamo donato". Dopo la messa un momento conviviale nell'Aula Paolo VI per l'occasione trasformata in una grande sala da pranzo: sono in 1500 a tavola con Francesco mentre altri 1500 sono stati ospitati a Roma da parrocchie, mense e ristoranti che si sono messi a disposizione per l'evento, sotto la regia del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Settanta i volontari che hanno servito il pasto, in rappresentanza di quegli enti caritativi che offrono quotidianamente il loro sostegno e la vicinanza ai più svantaggiati, dalla Caritas alla Comunità di Sant'Egidio, dal Circolo San Pietro all'Unitalsi. Messe, pranzi e feste si sono tenuti in contemporanea in tutte le diocesi del mondo. Il Papa, dopo il pranzo con lasagne e pollo alla cacciatora, ma soprattutto con tanti saluti e selfie con chi non riesce a mettere insieme pranzo e cena, lasciando l'evento ha salutato con una battuta: "Ringrazio tanto tutti voi per la compagnia. Adesso mi dicono che incomincia la vera festa e il Papa deve andarsene via, perché la festa sia buona!sostegno e la vicinanza ai più svantaggiati, dalla Caritas alla Comunità di Sant'Egidio, dal Circolo San Pietro all'Unitalsi. Messe, pranzi e feste si sono tenuti in contemporanea in tutte le diocesi del mondo. Il Papa, dopo il pranzo con lasagne e pollo alla cacciatora, ma soprattutto con tanti saluti e selfie con chi non riesce a mettere insieme pranzo e cena, lasciando l'evento ha salutato con una battuta: "Ringrazio tanto tutti voi per la compagnia. Adesso mi dicono che incomincia la vera festa e il Papa deve andarsene via, perché la festa sia buona!
















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