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Papa: Ue abbracci i Balcani

TERMINA IL VIAGGIO DI BERGOGLIO IN BULGARIA E MACEDONIA. BAGNO DI FOLLA A SKOPJE



SKOPJE. Dalla Macedonia del Nord, dove ieri si è concluso il suo viaggio che lo ha portato anche in Bulgaria, Papa Francesco lancia un forte appello per l'integrazione dell'Unione Europea di tutta la regione dei Balcani occidentali. Le "speciali caratteristiche" della Mace- donia del Nord, dovute alla sua "composizione multietnica e multireligiosa", dice nel suo discorso alle autorità al Palazzo presidenziale di Skopje, sono "di rilevante significato sulla via di una più stretta integrazione con i Paesi europei". "Auspico che tale integrazione si sviluppi positivamente per l'intera regione dei Balcani occidentali, come pure che essa avvenga sempre nel rispetto delle diversità e dei diritti fondamentali", aggiunge. Davanti al presidente della Repubblica uscente Gjorge Ivanov, ancora in carica nonostante nel ballottaggio di domenica sia stato eletto il socialdemocratico e filo-occidentale Stevo Pendarovski, e al primo ministro Zoran Zaev, il Pontefice - primo Papa in visita nella Repubblica ex-jugoslava - sottolinea che il "crogiuolo di culture e di appartenenze etniche e religiose" della Mace- donia del Nord "ha dato luogo a una pacifica e duratura convivenza, nella quale le singole identità hanno saputo e potuto esprimersi e svilupparsi senza negare, opprimere o discriminare le altre". Esse, osserva, "hanno così dato forma a una tessitura di rapporti e di situazioni che, sotto questo profilo, possono rendervi un esempio a cui fare riferimento per una convivenza serena e fraterna, nella distinzione e nel rispetto reciproco". Francesco loda quindi "il generoso sforzo compiuto dalla vostra Repubblica - sia dalle sue Autorità statali sia col valido contributo di diverse Organizzazioni internazionali, della Croce Rossa, della Caritas e di alcune Ong - nell'accogliere e prestare soccorso al gran numero di migranti e profughi provenienti da diversi Paesi medio-orientali". "Essi fuggivano dalla guerra o da condizioni di estrema povertà, spesso indotte proprio da gravi episodi bellici - ricorda -, e negli anni 2015 e '16 hanno varcato i vostri confini, diretti in massima parte verso il nord e l'ovest dell'Europa, trovando in voi un valido riparo". Secondo Francesco, "la pronta solidarietà offerta a coloro che si trovavano allora nel più acuto bisogno per aver perso tante persone care oltre alla casa, al lavoro e alla patria, vi fa onore e parla dell'anima di questo popolo che, conoscendo anche le privazioni, riconosce nella solidarietà e nella condivisione dei beni le vie d'ogni autentico sviluppi". Francesco, nella città che le diede i natali il 26 agosto 1910, non manca di rendere omaggio a Madre Teresa di Calcutta, visitando la casa-memoriale costruita sui resti della chiesa dove fu battezzata e incontrando i poveri assistiti dalle suore. "Siete giustamente fieri di questa grande donna", che "ha fatto della carità verso il prossimo la suprema legge della sua esistenza, suscitando ammirazione in tutto il mondo e inaugurando uno specifico e radicale modo di porsi al servizio degli abbandonati, degli scartati, dei più poveri", dice ancora alle autorità. E proprio che l'esempio della santa aiuti a "es- sere vigili e attenti al grido dei poveri, di coloro che sono privati dai loro diritti, degli ammalati, degli emarginati, degli ultimi", è il centro della preghiera recitata dal Papa nel Memoriale, in presenza anche degli esponenti delle altre fedi. Evento-clou della mattina - prima degli incontri pomeridiani con i giovani e col clero - la messa con 15 mila persone nella centrale Piazza Macedonia, affollatissima per un Paese dove i cattolici sono lo 0,7% della popolazione. "Ci siamo abituati a mangiare il pane duro della disinformazione e siamo finiti prigionieri del discredito, delle etichette e dell'infamia - scandisce il Papa -; abbiamo creduto che il conformismo avrebbe saziato la nostra sete e abbiamo finito per abbeverarci di indifferenza e di insensibilità; ci siamo nutriti con sogni di splendore e grandezza e abbiamo finito per mangiare distrazione, chiusura e solitudine; ci siamo ingozzati di connessioni e abbiamo perso il gusto della fraternità". Insomma: "Prigionieri della virtualità, abbiamo perso il gusto e il sapore della realtà".

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