Parmalat verso l’addio alla Borsa, Lactalis punta al 90,5%
- 10 gen 2017
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I Fondi contestano il prezzo Opa a 2,8 euro mentre il mercato la valuta a tre euro

MILANO. In primavera Parmalat potrebbe dire addio alla Borsa. I francesi di Lactalis sono determinati, mettono sul piatto 2,8 euro per azione e depositano presso la Consob il documento di offerta pubblica per acquistare il 12% circa che ancora non possiedono ma si accontenteranno di arrivare alla soglia del 'sell out', il 90,5% che gli consentirebbe, non avendo intenzione di ripristinare il flottante, di revocare le azioni dalla quotazione in Piazza Affari.I fondi attivisti, che coagulano circa il 5% del capitale, hanno già detto che si tratta di un prezzo troppo basso, in Borsa vale già 3 euro. Ora la parola è alla Consob che dovrà dare il via libera alla pubblicazione e poi sarà lo stesso cda di Parmalat ad esprimere la sua valutazione."Non abbiamo effettuato nessun acquisto da quando abbiamo annunciato l'Opa lo scorso 27 dicembre, abbiamo rispettato le regole" ma "siamo fiduciosi di raggiungere la quota del 90,5% indicata nel documento dell'Offerta che abbiamo inviato oggi alla Consob, incrementando la nostra partecipazione di circa il 2,76%" spiega Michel Nalet, portavoce di Lactalis. L'obiettivo di Parigi è "gestire al meglio i nostri marchi e il delisting di Parmalat è finalizzato ad uno sviluppo nel lungo termine con maggiore fles- sibilità". Quanto a una possibile fusione con Galbani, controllata al 100% da Lacta- lis, "già 5 anni fa se ne era parlato - ha spiegato il direttore della comunicazione di Lactalis - e come avevamo detto non c'è stato niente". "Ora - ha chiarito - l'argomento non è all'ordine del giorno". Presentando l'offerta Lactalis la definisce "un'opportunità unica" per gli azionisti di minoranza di realizzare immediatamente "un premio significativo" e di vendere un titolo "carat- terizzato da un livello di liquidità molto basso". Il prezzo d'opa "incorpora un premio tra l'11% e il 18% sulla media dei prezzi in differenti periodi tra 1 e 12 mesi" precedenti l'annuncio dell'opa. I 2,8 euro per azione offerti rappresenta- no "un prezzo mai raggiunto" da Parmalat sin dall'opa del 2011 dei francesi ed "esprime un multiplo" di 11,4 volte il rapporto tra enterprise value (valore d'impresa) e ebitda a fronte del multiplo di 8,7 volte pagato nel 2011 da Sofil. Il target price medio, uno degli elementi da considerare per fissare il prezzo di un'operazione simile, è di 2,38 euro. "Sono parametri in questo caso con poco senso" fa notare all'Ansa Arturo Albano, rappresentante di Amber in Italia, perchè sono rimasti solo due analisti a dare una copertura alla società. "Se si prende in considerazione quanto è cresciuta Parmalat in questi anni e le attuali prospettive di crescita, con 1 miliardo di investimenti che devono ancora produrre reddito, il prezzo dell'opa non puo' valere meno di 4 euro" aggiunge Amber che detiene in Parmalat una quota di circa il 3% del capitale. Gli altri fondi presenti all'assemblea 2016 erano Gamco (1%), Setanta Asset Management (0,6%), Fidelity (0,2%), Norges (0,4%), Vanguard, Legal&General, Wisdom Tree (circa lo 0,1- 0,2% ciascuno).
















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